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| Poesia - ποίησις , Quaderni a cura di Maria Vailati |
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Autore: AA.-VV.
Editore: ποίησις - Milano
Anno: 1963
Condizioni: BUONE CONDIZIONI
Categoria: POESIA
ID titolo: 89930103
"Poesia - ποίησις , Quaderni a cura di Maria Vailati" è in vendita da domenica 10 maggio 2026 alle 14:25 in provincia di Milano
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Note su "Poesia - ποίησις , Quaderni a cura di Maria Vailati": Questi quaderni sono nati idealmente circa sette anni fa ( 1956 ), dall’invito del pubblico, dopo i primi incontri, a raccogliere e pubblicare le conversazioni del primo ciclo tenute alla Biblioteca Comunale di Milano, dalle lettere di occasionali allievi della provincia, che mi chiedevano di restare in contatto, attraverso una libera pubblicazione, anche non periodica, con la nostra vita culturale milanese, che avevano avuto modo di apprezzare. Purtroppo tradurre in realtà concretamente, una idea o un desiderio, rispettando la libertà nella quale è nata e che l’ha fatta amare, è ancora impresa difficile, non sappiamo altrove, qui sicuramente, poiché il ritmo quotidiano della nostra vita di intellettuali è quasi senza pause e quasi utopistica la libertà, senza la libertà dal bisogno. I « fogli d’archivio » possono spiegare l’origine individuale di questa attività, legata inizialmente ad una mia concezione giovanile foscoliana della circolarità del rapporto amore-morte-poesia, dove la poesia è sintesi, risultato insieme dunque e premessa. L’impegno collettivo ha però di anno in anno preso il sopravvento, senza obbligarmi a rinunciare alle premesse foscoliane, ma rivelandole più profondamente nel- le loro suggestive componenti vichiane in una interpretazione di poesia come testimonianza di individualità e pro- collettività, soggettività che non si esaurisce, ma si libera dall’esasperazione nel contatto con gli altri, attività tesa sul futuro che non rinuncia al passato, ma si nutre delle memorie proprio per essere più personale e nuova, nella consapevolezza del già sperimentato che dà alla propria tensione umana salde radici nel già fatto. Il colloquio affettuoso con gli amici e quello d’urto di chi mi ha dato un nuovo concetto dell’amicizia e del rapporto umano e mi ha insegnato a non aver paura d’esser diversa, a non cercare solo affinità per capire tutti, ma ad accettare coraggiosamente l’antitesi, ha aperto anche il Centro ad una forma di collaborazione spregiudicata e proficua. I contributi dei vari critici sono così di impostazioni metodologiche e ideologiche diverse, non per un facile eclettismo, ma per un tentativo di lavoro democratico. Ciascuno ha avuto la libertà più assoluta di scelta di temi e di esposizione. Non si tratta di smussare gli angoli per capirsi: tale posizione è utopistica come quella della creazione di una lingua comune in un anonimo esperanto senza vitalità e senza storia, si tratta di frequentarsi e di trovare un’unità nella diversità come conoscenza approfondita e libera delle posizioni degli altri uomini, perché tutti gli uomini di buona volontà hanno esperienze valide da comunicarsi.Anche se si considera unica la Verità, si deve riconoscere che l’approfondimento di questa verità è così vasto (e il mondo moderno ce lo insegna) che scavare in ogni direzione con mezzi e metodi diversi, purché con impegno, può essere utile. Del resto voler superare le differenze tra gli uomini, e magari non accorgersene, può sembrare (e talvolta essere, specialmente in sede intellettuale) insensibilità, rozzezza, grossolanità d’esame ma potrebbe essere invece nativa o volontaristica adesione alla sostanza umana, al di là dalle apparenze e diversità contingenti. Vero impegno sociale, contributo concreto alla libertà e alla pace.Qualunque sia il risultato di questi anni di fatica, questi quaderni sono una testimonianza di un desiderio di rapporto libero e aperto con tutti e di un’esigenza di collaborazione collettiva anche nell’attività culturale, di una speranza nelle forze spirituali di ogni uomo, di un impegno di divulgazione su basi scientifiche di una cultura intesa come azione e come consolazione insieme, sono documento di un lavoro pesante compiuto gioiosamente, nella coscienza di aver già avuto il privilegio di sceglierlo, sono testimonianza di fedeltà a un’idea sulla base della quale compiere una libera ricerca, non in funzione della quale immiserire il panorama delle forze operanti in ogni campo; sono soprattutto un tentativo di lotta contro l’alienazione e la sfiducia. Perché la poesia è sempre gesto di fiducia anche se nega, fiducia nella parola e nel colloquio, rivelazione di una perso- nale presa di coscienza di sé stessi e degli altri, tentativo di liberazione da ogni sovrastruttura; riporta gli uomini alla condizione prima di ogni impegno etico, stimolandoli alla ricerca della propria autenticità. MARIA VAILATI . Pag. 413 , copertina in brossura . Prima di copertina un pò rovinata come da foto
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ROSSO6868

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Penso di? presentarmi non solo con i miei feedback che potete trovare su questo bellissimo sito "Comprovendolibri " , ma con questo incipit di Jean Guittom , lungo ma vi prego di leggerlo, anche per capire il desiderio di dare una seconda "vita" ai miei libri . Grazie. - "Ecco arrivato un momento solenne della storia degli uomini, quello in cui ci? che era chiamato libro cesser? di essere lo strumento privilegiato della comunicazione. Cos?? un libro? Il dizionario Robert afferma che ? ?una raccolta di fogli staccati destinati a essere letti?. Tale raccolta di fogli staccati destinati a essere letti sta per essere annullata dallo sfilare d?immagini su uno schermo. Assisteremo a una rivoluzione. I segni spariranno per lasciare posto alle immagini. Fino ad ora io ero presente nell?universo attraverso quei mediatori chiamati segni. Quei segni, che erano stati inventati a Babilonia, in Egitto o in qualche caverna della preistoria, erano spesso considerati sacri. Si pronunciavano a voce soffocata. Ma adesso sparisci, segno, svanisci nel nulla, verrai rimpiazzato da un?immagine piatta! Ormai non vi saranno pi? segni. Non vedremo pi? quelle linee bizzarre, magiche, occulte, irrazionali che si interpongono fra noi e gli altri esseri. Ormai tutti, davanti allo schermo, avranno la sensazione di trovarsi in presenza della cosa stessa. Sensazione ancor pi? forte quando, un domani, le immagini proiettate sullo schermo saranno addirittura in rilievo. Presenza allarmante, piacevole o crudele, che cambier? la condizione umana. Prima che tu, libro, definitivamente sparisca, voglio cantarti e onorarti perch? durante la mia lunga vita sei stato una strada verso la felicit?. A scuola, in casa, dappertutto, grazie a quell?insieme di segni neri che compitavo, c?era una distanza fra le cose e me. Quella distanza mi dava l?impressione della felicit?. Quando fra colui che si ama e noi non vi ? pi? distanza, si penetra nella nebbia Quando non c?? pi? la gioia di attenderlo o il timore di averlo perso, quando ci troviamo in presenza di un essere, senza frapposizione di segni, non esiste pi? felicit?. ??.. Proust racconta che la vigilia di un Capodanno, il suo professore gli aveva portato in regalo un libro. Era Les pens?es di Joubert. Proust lo lesse per ore e ore. Quando l?ebbe finito, il maestro gli disse: ?Permetta che me lo riprenda?. E si riprese il libro. In quel momento Proust cap? cos?era un libro. Lo cap? perch? aveva tenuto il libro solo per pochissimo tempo, perch? avrebbe sempre potuto rileggerselo nella propria memoria, farlo vibrare attraverso il ricordo. Portandoglielo via, gli era stato dato d?accostarsi a quel non so che che nella memoria vivr? sempre, forse nella memoria eterna. ???? Come sar? bello il giorno in cui l?umanit?, stanca di venir posta di fronte alle ?cose stesse?, reinventer?, in forma per noi inimmaginabile, i SEGNI! Jean Guittom "
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