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L’occhio in gioco. Opere tra percezione e optical.

 

L’occhio in gioco. Opere tra percezione e optical.
 

Autore: Testi a cura di Luca Massimo Barbero, Marco Meneguzzo e Elena Forin
Editore: Grafiche Aurora – Verona per conto del Comune di Trissino (Vi)
Anno: Settembre 2003
Collana: Catalogo della mostra organizzata dal comune di Trissino, Vicenza, nel 2003
Condizioni: COME NUOVO
Categoria: ARTE MODERNA, AVANGAURDIE, OPTICAL ART, OP ART, ARTE CINETICA, ARTE PROGRAMMATA, LIBRI RARI
ID titolo:68611750

"L’occhio in gioco. Opere tra percezione e optical." è in vendita da giovedì 26 settembre 2019 alle 14:39 in provincia di Parma

Note su "L’occhio in gioco. Opere tra percezione e optical.":
’’L’optical art’’, nota anche come op art, è un movimento di arte astratta nato intorno agli anni sessanta e sviluppatosi poi negli anni settanta del Novecento. In essa si vogliono provocare principalmente le illusioni ottiche, tipicamente di movimento, attraverso l’accostamento opportuno di particolari soggetti astratti o sfruttando il colore. Si tratta di una corrente artistica che viene spesso inclusa nel più grande movimento dell’arte cinetica, della quale approfondisce l’esame dell’illusione bidimensionale. È un’arte essenzialmente grafica, basata su una rigorosa definizione del metodo operativo. Gli artisti vogliono ottenere, attraverso linee collocate in griglie modulari e strutturali diverse, effetti che inducono uno stato di instabilità percettiva. In tal modo, essi stimolano il coinvolgimento dell’osservatore. La op art riprende ancora una volta la ricerca del Bauhaus, di De Stijl, quella concretezza e quella cinetica del Futurismo, dando risalto ai puri valori visivi. I primi esperimenti cinetici furono realizzati dagli artisti Richard Anuszkiewicz, Bridget Riley, Julio Le Parc e Victor Vasarely, nelle cui composizioni l’effetto ottico è fortissimo.
Brossura morbida figurata lucida, formato in ottavo quadrotto cm. 21 x 26, pagine 104, numerose illustrazioni e tavole in b/n e colori intercalati n/t e f/t , anche a tutta pagina. Condizioni usato allo stato del nuovo. Rarissimo catalogo della mostra organizzata dal comune di Trissino, Vicenza, nel 2003. Fondamentali e particolarmente interessanti le prime 40 pagine di testi che ripercorrono la storia delle sperimentazioni optical in Italia e nel mondo. Esaustivi i testi di Luca Massimo Barbero, Marco Meneguzzo, Elena Forin. Opere presentate di Agostino Bonalumi, Fabio Mauri, Paolo Scheggi, Horacio Garcia Rossi, Edoardo Landi, Dadamaino, Victor Vasarely, Ennio Chiggio, Bruno Munari, Manfredo Massironi, Alberto Biasi, Julio Le Parc, Toni Costa, Grazia Varisco, Getulio Alviani, Franco Costalonga, Paul Bury, Jesus Rafael Soto, Gianni Colombo, H. De Marco.
La definizione di ’’arte cinetica e programmata’’ non è per nulla univoca, al contrario al suo interno si registrano differenze concettuali, metodologiche e formali come ad esempio l’uso della tecnologia (tipico dell’arte programmata) o invece la persistenza del linguaggio della pittura, sebbene sottoposto ad una finalità cinetica, il mutamento dei pattern visivi o il loro movimento, a sua volta prodotto dall’attivazione manuale o meccanica. L’arte cinetica è l’arte che introduce nel quadro e nella scultura il movimento, che può essere tanto reale (i Mobiles di Alexander Calder, i macchinari di Jean Tinguely, le Macchine inutili di Bruno Munari), quanto virtuale, ottenuto cioè dallo spostamento del punto di vista dell’osservatore (Vasarely) e affonda in alcune esperienze delle avanguardie storiche (tra cui i Rotoreliefs di Marcel Duchamp, il Modulatore di Luce-Spazio di Moholy-Nagy, la Costruzione spaziale cinetica di Naum Gabo). Il Cinetismo è consacrato come movimento dalla mostra internazionale Le Mouvement tenutasi nel 1955 a Parigi alla Galleria Denise René, con opere di Yaacov Agam, Paul Bury, Calder, Marcel Duchamp, Robert Jacobsen, Rafael Soto, Jean Tinguely, Victor Vasarely, che in quell’occasione redige, con Pontus Hulten il Manifesto giallo, in cui si delinea l’idea di un’opera plastica concepita in modo tale che le sue metamorfosi si effettuano in seguito allo spostamento reale dell’osservatore. Per Arte programmata si intende un’opera realizzata in base a un programma di calcolo che consenta la variazione formale e cromatica delle sequenze figurali, secondo un certo ordine temporale, tra ripetizione, variazione, accadimenti casuali e combinazione dei pattern visivi. La prima e fondativa mostra di Arte programmata (definizione inventata da Bruno Munari) si tenne nel 1962 al negozio della Olivetti a Milano. Voluta da Giorgio Soavi e Bruno Munari, fu presentata in catalogo da Umberto Eco. Gli artisti presenti alla prima mostra di arte programmata erano Bruno Munari, Enzo Mari, Gruppo T (Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gianni Colombo, Gabriele De Vecchi, Grazia Varisco) e Gruppo N (Alberto Biasi, Toni Costa, Ennio Chiggio, Edoardo Landi, Manfredo Massironi). Nelle successive edizioni della mostra, italiane, europee e americane, si registreranno nuove presenze, tra cui Getulio Alviani e il gruppo francese GRAV.La storia dell’arte programmata e dell’arte cinetica corre parallela e al contempo si intreccia. I diversi gruppi e i diversi artisti aderiranno alle Nuove Tendenze (1961-1968), raggruppamento internazionale con sede a Zagabria. Negli anni Sessanta l’avanguardia cinetica e programmata trova importanti riconoscimenti, tra i quali: la III Biennale di San Marino Oltre l’Informale tributa il primo premio ex aequo al Gruppo N e al Gruppo Zero; la XXXIII Biennale di Venezia dedica sale personali al Gruppo T e al Gruppo N, e ospita, tra gli altri, Soto, Bury e Alviani; nello stesso anno la Documenta3 di Kassel registra la presenza del GRAV, nel 1966 Julio Le Parc vincerà il Gran Premio di Pittura alla Biennale di Venezia, così come Gianni Colombo nella Biennale del 1968.
Il preente volume fa parte della mia collezione personale.






 

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D.LGS 205/2006 - D.LGS 21/2014
Aggiornato al 13 giugno 2014

Articolo 3
Definizioni

1. Ai fini del presente codice ove non diversamente previsto, si intende per :
a) consumatore o utente: la persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta ;
...
c) professionista: la persona fisica o giuridica che agisce nell'esercizio della propria attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale, ovvero un suo intermediario;

Articolo 63
Passaggio del rischio
1. Nei contratti che pongono a carico del professionista l’obbligo di provvedere alla spedizione dei beni il rischio della perdita o del danneggiamento dei beni, per causa non imputabile al venditore, si trasferisce al consumatore soltanto nel momento in cui quest’ultimo, o un terzo da lui designato e diverso dal vettore, entra materialmente in possesso dei beni.
2. Tuttavia, il rischio si trasferisce al consumatore gia’ nel momento della consegna del bene al vettore qualora quest’ultimo sia stato scelto dal consumatore e tale scelta non sia stata proposta dal professionista, fatti salvi i diritti del consumatore nei confronti del vettore.

gazzettaufficiale.it
Codiceconsumo.pdf

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