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Il franco cacciatore

 

Il franco cacciatore
 

Autore: Caproni Giorgio
Editore: Garzanti editore Spa – Milano
Anno:Prima rara edizione – Marzo 1982
Condizioni: COME NUOVO
Categoria: POESIA DEL NOVECENTO GIORGIO CAPRONI PRIME EDIZIONI LIBRI RARI, LETTERATURA ITALIANA
ID titolo:67561590

"Il franco cacciatore" è in vendita da martedì 3 settembre 2019 alle 13:21 in provincia di Parma

Note su "Il franco cacciatore":
’’La sua poesia, che mescola lingua popolare e lingua colta e si articola in una sintassi strappata e ansiosa, in una musica che è insieme dissonante e squisita, esprime un attaccamento sofferto alla realtà quotidiana e sublima la propria matrice di pena in una suggestiva ’epica casalinga’. Gli accenti di aspra solitudine delle ultime raccolte approdano a una sorta di religiosità senza fede’’.
Giorgio Caproni (Livorno, 7 gennaio 1912 – Roma, 22 gennaio 1990) è stato un poeta, critico letterario e traduttore italiano. Caproni è stato senza alcun dubbio uno dei massimi poeti del Novecento , scopre precocemente la letteratura attraverso i libri del padre, tanto che a sette anni scova nella biblioteca paterna un’antologia dei Poeti delle Origini (i Siciliani, i Toscani), rimanendone irrimediabilmente affascinato e coinvolto. Nello stesso periodo si dedica allo studio della Divina Commedia, dalla quale s’ispirò per ’Il seme del piangere’ e ’Il muro della terra’.L’autore mette in musica uno scetticismo senza soluzione: la sua poesia è capace di una nitidezza espressiva amara e straziante, nella tradizione di Leopardi. Esordì con le raccolte :Come un’allegoria (1936), Ballo a Fontanigorda (1938) e Finzioni (1941), che ricordano soprattutto Saba sia per la tematica della ’fresca vita’, sia per la lontananza dalle soluzioni stilistiche dell’ermetismo. Con Le stanze della funicolare (1952) e Il passaggio di Enea (1956), matura un canto d’amore per un’Italia distrutta dalla guerra, ma attiva e laboriosa. Nella raccolta Il seme del piangere (1959) campeggiano l’ombra della madre e la reinvenzione, non solo il ricordo, del passato. La metafora del viaggio continua nell’accezione di ’viaggio finale’ nel Congedo del viaggiatore cerimonioso (1965), in cui il poeta si accomiata dalla vita sociale per volgersi a figure ai margini della vita, e nel Muro della terra (1975). Nelle ultime raccolte, Il franco cacciatore (1982), Il conte di Kevenhuller (1986), Res amissa (1991), il poeta-cacciatore è alla ricerca di Dio, dell’infanzia, del passato, una ricerca dove l’inseguito diventa inseguitore, il cacciatore cacciato, senza speranza per niente e per nessuno.Nella sua poesia canta soprattutto temi ricorrenti (Genova, la madre e la città natale, il viaggio, il linguaggio), unendo raffinata perizia metrico-stilistica a immediatezza e chiarezza di sentimenti. Nel corso della sua produzione , Caproni procede sempre maggiormente verso l’utilizzo di una forma metrica spezzata, esclamativa, che rispecchia l’animo del poeta alle prese con una realtà sfuggente impossibile da fissare con il linguaggio. Questo stile è evidente anche nell’impiego della forma classica del sonetto, impiegato in forma ’monoblocco’, ovvero senza divisioni strofiche. Caproni spezza la regolarità e il ritmo del sonetto utilizzando rime interne, enjambements, una sintassi spesso franta e il ricorso a interiezioni. L’ultima fase della sua poesia (da ’Il muro della terra’ in poi) insiste sul tema del linguaggio come strumento insufficiente e ingannevole , inadeguato a rappresentare la realtà.
’’ Il franco caccoatore ’’ è una raccolta in cui la metafora di riferimento è quella della caccia, ma una caccia davvero particolare (ricca di rimandi, allusioni, riferimenti), ’’La caccia a Dio’’, la ricerca incessante che, seppur piena di rimandi e citazioni si risolve in un’originale fallimento che nutre un’ulteriore sfiduciata ricerca (seppure il figlio abbia parlato di una sua religiosità privata, che poco interessa qui, ci riferiamo ai testi, alla poesia), ironica e autoironica. L’Opera rientra perfettamente nella nuova ’missione’ affidata da Caproni alla sua lirica, pertanto presenta una concentrazione intorno a pochi temi essenziali prendendo in esame il tema del viaggio, insistendo sulle zone di confine, il vuoto, l’esperienza paradossale, la caccia (tema non del tutto nuovo), la teologia, e ’Il tema che, dal titolo parlante di una sezione, possiamo chiamare della Reversibilità’. Possiamo elencare motivi adiacenti: l’esser cercato dove non ci si trova; l’arrivo dove non si è mai arrivati o al luogo di partenza: sono questi dei temi che confermano la paradossale ’logica binaria’ di Giorgio Caproni e che potrebbe essere, a ragione, definita la cifra stilistica più importante della silloge. Il tema che sembra catturare maggiormente l’attenzione del poeta è sicuramente quello teologico: Dio, infatti, viene ripetutamente chiamato in causa, quasi in maniera spasmodica. ’È un Dio che esiste sempre e solo nella negazione’. Dio, per Caproni, non è soltanto un interrogativo filosofico, ma è anche e soprattutto ’Conflittualità’. La sua ricerca religiosa segue la via della lotta senza tregua con l’Altro. La morte di Dio però per Caproni non è un’aporia teologica, bensì una conseguenza del suo pensiero negativo, dovuta al male che serpeggia nel mondo.
Tutta tela editoriale con titoli e fregio al dorso, sovraccoperta verde con titoli in bianco, rosso e nero. Formato in 8° cm. 14,5 x 22, pagine 148 ( 4) , condizioni usato allo stato del nuovo, eccellente esemplare da collezione , rara prima edizione.
“In realtà quello che è più sorprendente in Caproni è questa capacità continua di rovesciare continuamente le situazioni, di procedere per paradossi attraverso delle figure apparentemente molto semplici, con delle capriole continue che alla fine ti lasciano veramente smarrito. […] Questa logica del rovesciamento è parte costitutiva di Caproni. La cosa che io trovo meravigliosa è il fatto che c’è una grandissima metamorfosi nella sua poesia. Ci sono altri immensi poeti del ’900 italiano, però alcuni hanno un timbro che è abbastanza ricorrente e continuo. In realtà nella vicenda poetica di Caproni si sentono dei passaggi, si sente una ricerca che non cessa mai e appunto un processo metamorfico”.
Il presente volume fa parte della mia collezione personale.


 

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POESIA DEL NOVECENTO GIORGIO CAPRONI PRIME EDIZIONI LIBRI RARI, LETTERATURA ITALIANA. ’’La sua poesia, che mescola lingua popolare e lingua colta e si articola in una sintassi strappata e ansiosa, in una musica che è insieme dissonante e squisita, esprime un attaccamento sofferto alla realtà quotidiana e sublima la propria matrice di pena in una suggestiva ’epica casalinga’. Gli accenti di aspra solitudine delle ultime raccolte approdano a una sorta di religiosità senza fede’’.
Giorgio Caproni (Livorno, 7 gennaio 1912 – Roma, 22 gennaio 1990) è stato un poeta, critico letterario e traduttore italiano. Caproni è stato senza alcun dubbio uno dei massimi poeti del Novecento , scopre precocemente la letteratura attraverso i libri del padre, tanto che a sette anni scova nella biblioteca paterna un’antologia dei Poeti delle Origini (i Siciliani, i Toscani), rimanendone irrimediabilmente affascinato e coinvolto. Nello stesso periodo si dedica allo studio della Divina Commedia, dalla quale s’ispirò per ’Il seme del piangere’ e ’Il muro della terra’.L’autore mette in musica uno scetticismo senza soluzione: la sua poesia è capace di una nitidezza espressiva amara e straziante, nella tradizione di Leopardi. Esordì con le raccolte :Come un’allegoria (1936), Ballo a Fontanigorda (1938) e Finzioni (1941), che ricordano soprattutto Saba sia per la tematica della ’fresca vita’, sia per la lontananza dalle soluzioni stilistiche dell’ermetismo. Con Le stanze della funicolare (1952) e Il passaggio di Enea (1956), matura un canto d’amore per un’Italia distrutta dalla guerra, ma attiva e laboriosa. Nella raccolta Il seme del piangere (1959) campeggiano l’ombra della madre e la reinvenzione, non solo il ricordo, del passato. La metafora del viaggio continua nell’accezione di ’viaggio finale’ nel Congedo del viaggiatore cerimonioso (1965), in cui il poeta si accomiata dalla vita sociale per volgersi a figure ai margini della vita, e nel Muro della terra (1975). Nelle ultime raccolte, Il franco cacciatore (1982), Il conte di Kevenhuller (1986), Res amissa (1991), il poeta-cacciatore è alla ricerca di Dio, dell’infanzia, del passato, una ricerca dove l’inseguito diventa inseguitore, il cacciatore cacciato, senza speranza per niente e per nessuno.Nella sua poesia canta soprattutto temi ricorrenti (Genova, la madre e la città natale, il viaggio, il linguaggio), unendo raffinata perizia metrico-stilistica a immediatezza e chiarezza di sentimenti. Nel corso della sua produzione , Caproni procede sempre maggiormente verso l’utilizzo di una forma metrica spezzata, esclamativa, che rispecchia l’animo del poeta alle prese con una realtà sfuggente impossibile da fissare con il linguaggio. Questo stile è evidente anche nell’impiego della forma classica del sonetto, impiegato in forma ’monoblocco’, ovvero senza divisioni strofiche. Caproni spezza la regolarità e il ritmo del sonetto utilizzando rime interne, enjambements, una sintassi spesso franta e il ricorso a interiezioni. L’ultima fase della sua poesia (da ’Il muro della terra’ in poi) insiste sul tema del linguaggio come strumento insufficiente e ingannevole , inadeguato a rappresentare la realtà.
’’ Il franco caccoatore ’’ è una raccolta in cui la metafora di riferimento è quella della caccia, ma una caccia davvero particolare (ricca di rimandi, allusioni, riferimenti), ’’La caccia a Dio’’, la ricerca incessante che, seppur piena di rimandi e citazioni si risolve in un’originale fallimento che nutre un’ulteriore sfiduciata ricerca (seppure il figlio abbia parlato di una sua religiosità privata, che poco interessa qui, ci riferiamo ai testi, alla poesia), ironica e autoironica. L’Opera rientra perfettamente nella nuova ’missione’ affidata da Caproni alla sua lirica, pertanto presenta una concentrazione intorno a pochi temi essenziali prendendo in esame il tema del viaggio, insistendo sulle zone di confine, il vuoto, l’esperienza paradossale, la caccia (tema non del tutto nuovo), la teologia, e ’Il tema che, dal titolo parlante di una sezione, possiamo chiamare della Reversibilità’. Possiamo elencare motivi adiacenti: l’esser cercato dove non ci si trova; l’arrivo dove non si è mai arrivati o al luogo di partenza: sono questi dei temi che confermano la paradossale ’logica binaria’ di Giorgio Caproni e che potrebbe essere, a ragione, definita la cifra stilistica più importante della silloge. Il tema che sembra catturare maggiormente l’attenzione del poeta è sicuramente quello teologico: Dio, infatti, viene ripetutamente chiamato in causa, quasi in maniera spasmodica. ’È un Dio che esiste sempre e solo nella negazione’. Dio, per Caproni, non è soltanto un interrogativo filosofico, ma è anche e soprattutto ’Conflittualità’. La sua ricerca religiosa segue la via della lotta senza tregua con l’Altro. La morte di Dio però per Caproni non è un’aporia teologica, bensì una conseguenza del suo pensiero negativo, dovuta al male che serpeggia nel mondo.
Tutta tela editoriale con titoli e fregio al dorso, sovraccoperta verde con titoli in bianco, rosso e nero. Formato in 8° cm. 14,5 x 22, pagine 148 ( 4) , condizioni usato allo stato del nuovo, eccellente esemplare da collezione , rara prima edizione.
“In realtà quello che è più sorprendente in Caproni è questa capacità continua di rovesciare continuamente le situazioni, di procedere per paradossi attraverso delle figure apparentemente molto semplici, con delle capriole continue che alla fine ti lasciano veramente smarrito. […] Questa logica del rovesciamento è parte costitutiva di Caproni. La cosa che io trovo meravigliosa è il fatto che c’è una grandissima metamorfosi nella sua poesia. Ci sono altri immensi poeti del ’900 italiano, però alcuni hanno un timbro che è abbastanza ricorrente e continuo. In realtà nella vicenda poetica di Caproni si sentono dei passaggi, si sente una ricerca che non cessa mai e appunto un processo metamorfico”.
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Aggiornato al 13 giugno 2014

Articolo 3
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1. Ai fini del presente codice ove non diversamente previsto, si intende per :
a) consumatore o utente: la persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta ;
...
c) professionista: la persona fisica o giuridica che agisce nell'esercizio della propria attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale, ovvero un suo intermediario;

Articolo 63
Passaggio del rischio
1. Nei contratti che pongono a carico del professionista l’obbligo di provvedere alla spedizione dei beni il rischio della perdita o del danneggiamento dei beni, per causa non imputabile al venditore, si trasferisce al consumatore soltanto nel momento in cui quest’ultimo, o un terzo da lui designato e diverso dal vettore, entra materialmente in possesso dei beni.
2. Tuttavia, il rischio si trasferisce al consumatore gia’ nel momento della consegna del bene al vettore qualora quest’ultimo sia stato scelto dal consumatore e tale scelta non sia stata proposta dal professionista, fatti salvi i diritti del consumatore nei confronti del vettore.

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