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Poveri homini. - Cronaca parmense del XVI secolo. 1543/1557

 

Poveri homini. - Cronaca parmense del XVI secolo. 1543/1557
 

Autore: di Franchi Giorgio, presentazione di Luigi Malerba, testo originale e traduzione a cura Di Giuseppe Bertozzi
Editore: Roma – Cooperativa Scrittori
Anno:1976
Condizioni: COME NUOVO
Categoria: STORIA LOCALE PARMA APPENNINO BERCETO SUPERSTIZIONE VITA CONTADINA LIBRI RARI
ID titolo:64718551

"Poveri homini. - Cronaca parmense del XVI secolo. 1543/1557" è in vendita da mercoledì 5 giugno 2019 alle 13:36 in provincia di Parma

Note su "Poveri homini. - Cronaca parmense del XVI secolo. 1543/1557":
L’opera riporta la ’Cronaca parmense’ redatta dal sacerdote Giorgio Franchi (nato a Berceto, nell’Appennino Parmense, nei primi anni del sec. XVI e morto a Roccaprebalza intorno al 1584). La Cronaca narra la vita quotidiana della piccola comunità bercetana e gli eventi politici di più ampia portata che ebbero riflesso su di essa. Il Franchi non ha alcun intento letterario o di critica storica: si propone di registrare gli eventi di cui è diretto testimone e quelli di cui gli giunge notizia da Parma e dal resto d’Italia. Per quel che riguarda la vita quotidiana di Berceto, il Franchi sembra essere stimolato a narrare quelle vicende che più esulano dalla normalità e dietro alle quali scorge sempre il disegno ineluttabile della divina provvidenza in un clima ancora palesemente feudale. Per comprendere appieno il senso e l’importanza della ’Cronaca’ è necessario rifarsi alla particolare congiuntura storico-politica nella quale venne a trovarsi in quegli anni il Ducato di Parma e Piacenza, proprio nel periodo in cui l’autore scrive (1544-1557), l’istituzione del Ducato di Parma e Piacenza suscitò l’attenzione di alcuni fra i più noti personaggi politici europei - da Carlo V al Papa al re di Francia. Egli descrive con più attenzione quei fatti nei quali si sente più profondamente coinvolto o che maggiormente lo impressionano ; per un approfondito ed esaustivo approfondimento del testo si evidenziano alcuni passi della Cronaca più ’’misteriosi’’ e che, guerra a parte, sicuramente portarono momenti di sgomento e paura alla popolazione contadina del XVI secolo :
....’’Il 9 del predetto mese (agosto 1544), un animale tutto infuocato a forma di biscia è apparso nel cielo di Castellonchio, nell’ora dell’Ave Maria, sopra le case; e la gente che lo vedeva diceva che era la bissa bova; fatto sta che il 14 sono morte di peste due vacche a due poveri contadini’’.
....’’Il 17 del predetto mese è apparsa sopra il monte Barigazzo una cometa a forma di fiaccola infuocata, che si vedeva ogni sera circa alla stessa ora; e ha continuato ad apparire per 15 giorni e stava ferma due o tre ore che tutti la vedevano’’.
- Le comete ed altri segni erano ritenuti presagi premonitori anche di carestie, pestilenze, segni della collera divina-.
......’’Nota come il 13 del predetto mese (luglio 1544), nacque una covata di pulcini ad un certo Vincenzo delle Cannelle da Castellonchio, uno dei quali il 17 del redetto ha cantato tre volte con la voce di gallo: questo è verissimo perché lo so per certo, essendo io attualmente suo parroco’’.
- Tuttora nella tradizione popolare di gran parte d’Italia è diffusa la credenza che la gallina o il pulcino che canta come un gallo sia segnale di malaugurio-.
…….’’Lo stesso giorno sopra il bosco di Bergotto, a partire dalla sommità di Forcella sino a tutto il territorio che si poteva vedere giù sotto Roccaprebalza, passò una così gran moltitudine di certi insetti più grossi di quanto non siano i moscerini, con le ali da farfalloni, che non si distingueva la selva dai boschi di Bergotto e per tutto il tratto di cielo che attraversavano non si vedeva ne luce ne sole. Lo stesso capitava sopra i Fornelli dove quegli insetti andavano verso il monte di Gravagna, lungo la Baganza, a partire dalle capanne di San Genesio, a venire per il pendio verso Berceto e proseguendo per quel pendio sino a Calestano e dovunque passavano non si vedevano più ne cielo ne alberi. Questo l’hanno visto duecento persone e anch’io l’ho visto con i miei occhi’’.
- Gli anni particolarmente critici in cui il Franchi mette più in vista, dal punto di vista dei presagi e degli avvenimenti inspiegabili, sono quelli immediatamente precedenti il 1547 e quello tremendo della guerra di Parma, il 1551. Sembrano questi i periodi di maggior incertezza esistenziale, economica; ed in queste occasioni di rischio e di pericolo si accentuano le pratiche e gli atteggiamenti superstiziosi collettivi-.
......“Il giorno primo di maggio (1547) un lupo andò a Piantonia e nonostante la forza di quegli uomini strappò un bambino da sopra una scala e gli levò la camicia senza romperla per niente, poi dilaniò detto bambino tanto che gli poterono prendere solamente le braccia’’.
.....’’Sempre il primo maggio 1547 venne un certo Lario Saccò da Piantonia il quale disse come cosa certa che il 27 di aprile un lupo aveva dilaniato un giovane di 18 anni e un bambino di nove anni li a Piantonia, e un altro bambino a Piazza sopra Sivizzano’’.
- Leggendo la cronaca un altro forte timore della popolazione era quella di incontrare i lupi; infatti si ha l’impressione che essi costituissero un serio pericolo per coloro che risiedevano in casolari lontani o si recavano ai monti indifesi. Le notizie che arrivarono a Berceto spaventano certamente gli abitanti-.
Brossura morbida a filo a colori , formato in 8° cm. 14 x 21 , pagine XI + 529 , alcune tavole in b / n f / t su carta patinata. Condizioni usato , minimi segni del tempo e d’uso alle brossure , interno perfetto, eccezionale freschezza dell’opera, eccellente esemplare da collezione. Fondamentale opera di riferimento sull’argomento , rara e di difficile reperibilità.


 

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"Poveri homini. - Cronaca parmense del XVI secolo. 1543/1557"
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STORIA LOCALE PARMA APPENNINO BERCETO SUPERSTIZIONE VITA CONTADINA LIBRI RARI. L’opera riporta la ’Cronaca parmense’ redatta dal sacerdote Giorgio Franchi (nato a Berceto, nell’Appennino Parmense, nei primi anni del sec. XVI e morto a Roccaprebalza intorno al 1584). La Cronaca narra la vita quotidiana della piccola comunità bercetana e gli eventi politici di più ampia portata che ebbero riflesso su di essa. Il Franchi non ha alcun intento letterario o di critica storica: si propone di registrare gli eventi di cui è diretto testimone e quelli di cui gli giunge notizia da Parma e dal resto d’Italia. Per quel che riguarda la vita quotidiana di Berceto, il Franchi sembra essere stimolato a narrare quelle vicende che più esulano dalla normalità e dietro alle quali scorge sempre il disegno ineluttabile della divina provvidenza in un clima ancora palesemente feudale. Per comprendere appieno il senso e l’importanza della ’Cronaca’ è necessario rifarsi alla particolare congiuntura storico-politica nella quale venne a trovarsi in quegli anni il Ducato di Parma e Piacenza, proprio nel periodo in cui l’autore scrive (1544-1557), l’istituzione del Ducato di Parma e Piacenza suscitò l’attenzione di alcuni fra i più noti personaggi politici europei - da Carlo V al Papa al re di Francia. Egli descrive con più attenzione quei fatti nei quali si sente più profondamente coinvolto o che maggiormente lo impressionano ; per un approfondito ed esaustivo approfondimento del testo si evidenziano alcuni passi della Cronaca più ’’misteriosi’’ e che, guerra a parte, sicuramente portarono momenti di sgomento e paura alla popolazione contadina del XVI secolo :
....’’Il 9 del predetto mese (agosto 1544), un animale tutto infuocato a forma di biscia è apparso nel cielo di Castellonchio, nell’ora dell’Ave Maria, sopra le case; e la gente che lo vedeva diceva che era la bissa bova; fatto sta che il 14 sono morte di peste due vacche a due poveri contadini’’.
....’’Il 17 del predetto mese è apparsa sopra il monte Barigazzo una cometa a forma di fiaccola infuocata, che si vedeva ogni sera circa alla stessa ora; e ha continuato ad apparire per 15 giorni e stava ferma due o tre ore che tutti la vedevano’’.
- Le comete ed altri segni erano ritenuti presagi premonitori anche di carestie, pestilenze, segni della collera divina-.
......’’Nota come il 13 del predetto mese (luglio 1544), nacque una covata di pulcini ad un certo Vincenzo delle Cannelle da Castellonchio, uno dei quali il 17 del redetto ha cantato tre volte con la voce di gallo: questo è verissimo perché lo so per certo, essendo io attualmente suo parroco’’.
- Tuttora nella tradizione popolare di gran parte d’Italia è diffusa la credenza che la gallina o il pulcino che canta come un gallo sia segnale di malaugurio-.
…….’’Lo stesso giorno sopra il bosco di Bergotto, a partire dalla sommità di Forcella sino a tutto il territorio che si poteva vedere giù sotto Roccaprebalza, passò una così gran moltitudine di certi insetti più grossi di quanto non siano i moscerini, con le ali da farfalloni, che non si distingueva la selva dai boschi di Bergotto e per tutto il tratto di cielo che attraversavano non si vedeva ne luce ne sole. Lo stesso capitava sopra i Fornelli dove quegli insetti andavano verso il monte di Gravagna, lungo la Baganza, a partire dalle capanne di San Genesio, a venire per il pendio verso Berceto e proseguendo per quel pendio sino a Calestano e dovunque passavano non si vedevano più ne cielo ne alberi. Questo l’hanno visto duecento persone e anch’io l’ho visto con i miei occhi’’.
- Gli anni particolarmente critici in cui il Franchi mette più in vista, dal punto di vista dei presagi e degli avvenimenti inspiegabili, sono quelli immediatamente precedenti il 1547 e quello tremendo della guerra di Parma, il 1551. Sembrano questi i periodi di maggior incertezza esistenziale, economica; ed in queste occasioni di rischio e di pericolo si accentuano le pratiche e gli atteggiamenti superstiziosi collettivi-.
......“Il giorno primo di maggio (1547) un lupo andò a Piantonia e nonostante la forza di quegli uomini strappò un bambino da sopra una scala e gli levò la camicia senza romperla per niente, poi dilaniò detto bambino tanto che gli poterono prendere solamente le braccia’’.
.....’’Sempre il primo maggio 1547 venne un certo Lario Saccò da Piantonia il quale disse come cosa certa che il 27 di aprile un lupo aveva dilaniato un giovane di 18 anni e un bambino di nove anni li a Piantonia, e un altro bambino a Piazza sopra Sivizzano’’.
- Leggendo la cronaca un altro forte timore della popolazione era quella di incontrare i lupi; infatti si ha l’impressione che essi costituissero un serio pericolo per coloro che risiedevano in casolari lontani o si recavano ai monti indifesi. Le notizie che arrivarono a Berceto spaventano certamente gli abitanti-.
Brossura morbida a filo a colori , formato in 8° cm. 14 x 21 , pagine XI + 529 , alcune tavole in b / n f / t su carta patinata. Condizioni usato , minimi segni del tempo e d’uso alle brossure , interno perfetto, eccezionale freschezza dell’opera, eccellente esemplare da collezione. Fondamentale opera di riferimento sull’argomento , rara e di difficile reperibilità.

 

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Aggiornato al 13 giugno 2014

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