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Marlene Dietrich & Betty Boop

 

Marlene Dietrich & Betty Boop
 

Autore: AA.VV. A cura di - par - Herausgegeben von : Vincenzo Mollica
Editore: Editori del Grifo
Anno:Agosto 1985
Collana: Sontuoso apparato iconografico. Contributi (disegni e tavole) da parte del ’’Gotha’’ dei disegnatori dell’epoca.
Condizioni: COME NUOVO
Categoria: CINEMA , FUMETTI, MARLENE DIETRICH, BETTY BOOP, COMICS, LIBRI RARI , LIBRI CURIOSI
ID titolo:64259372

"Marlene Dietrich & Betty Boop" è in vendita da lunedì 27 maggio 2019 alle 14:16 in provincia di Parma

Note su "Marlene Dietrich & Betty Boop":
Si tratta del catalogo pubblicato dagli Editori del Grifo in occasione della mostra «Cinema e fumetto» nell’ambito del Festival internazionale del Film di Locarno (1985). Copertina di Sesar, in quarta bozzetti di Guido Crepax, appare anche Andrea Pazienza, con una tavola a colori («Dresda»): i testi sono di Vincenzo Mollica, Gerda Huber (amica della Dietrich), a cui si aggiungono un paio di poesie di Vito Riviello. Fra i fumetti, spiccano: Vittorio Giardino in un fulminante noir dove compaiono Bogart, Von Stroheim e Peter Lorre; Pablo Echaurren con tre tavole nello stile pittorico Der Blaue Angel; Crepax che mette allo specchio la sua Valentina con Betty prima e Marlene poi; Ivo Milazzo, che riprende la Marlene entraineuse già apparsa in Ken Parker, e vi aggiunge un intenso primo piano di profilo; Giorgio Trevisan, che portò Lola e il succube professor Emil in un saloon di Springville; e Hugo Pratt, che inserì Marlene nella trama in cui Corto Maltese sta sulla frontiera fra Siberia e Manciuria. Vi sono, inoltre, gli omaggi grafici di Marcello Jori, Silvio Cadelo, Monica Meyer, Micheli, Marina Comandini, Patrizia Zanotti, Cinzia Leone, Magnus, Bondroit, Attilio Micheluzzi, Guido Hugues, Jesus Liceras, Milo Manara, Sergio Staino e José Munoz. Femmes fatales dalle traiettorie assai diverse, Marlene Dietrich e Betty Boop sono accomunate dallo spirito di un’epoca: gli anni Trenta. La loro sensualità si sprigiona a partire da due focalizzazioni visive: gli occhi e le gambe. Più notturno e perverso lo scandalo evocato da Lola Lola e altre creature partorite dalla mente di Joseph Von Sternberg, più solare e allegra la malizia emanata da Betty, scandalosa signorina di carta, creata dal disegnatore Miron “Grim” Natwick e da Bud Counihan, ma esplosa grazie ai cortometraggi animati dei fratelli Fleischer . Marlene continuerà a diffondere fascino fino agli anni Sessanta, mentre Betty scomparirà nel 1939, a causa dei bacchettoni moralisti che spinsero la censura americana a vietarne le proiezioni. Max Fleischer si ispirò alla diva Clara Bow per delineare il volto di Betty Boop, il cui corpo sinuoso riprende anche Jean Harlow, le diede la voce dell’attrice Mae Questel, e le fece portare la minigonna in grande anticipo sui tempi. In anni più recenti, a questa eroina di carta si sono ispirate Marilyn e altre attrici, catalogate come ’oche giulive’. Ventitrè autori del fumetto e dell’ illustrazione si sono prodotti in una serie di gustose immagini che ritraggono le due femmes fatales. Le regole della storia non appartengono al mondo dello spettacolo , la mostra ha la possibilità di sfruttare la fantasia e, con questa, scandagliare il vasto territorio delle interconnessioni tra cinema e fumetto, magari unendo due personaggi così diversi come Marlene e Betty. Sulle ali di questa fantasia, invitata a lasciarsi andare liberamente, pennini, pennelli e pennarelli si sono trasformati in altrettante macchine da presa, per realizzare il film di questa mostra che raccoglie oltre a documenti sulle due star e a vari testi, tra i quali due poesie di Vito Riviello, le preziose immagini che questa coppia di dive ha saputo stimolare negli autori coinvolti nell’ iniziativa. Agli omaggi grafici che gli autori hanno offerto a questa inedita coppia di star, si sono aggiunte una vasta sezione retrospettiva, a testimoniare come Marlene e Betty facessero già parte dell’ immaginario di disegnatori, dalle più disparate radici, una selezione video, a presentare cinque cartoons classici di Betty Boop e una colonna sonora che affianca la voce di Marlene agli incredibili duetti che Cab Calloway e Louis Armstrong hanno avuto con Betty nei cartoons Minnie the Moocher e I’ ll be glad when you’ re dead, you rascal you. Tutto questo viene ulteriormente arricchito da una sezione dedicata al merchandising su Betty Boop (giarrettiere, spille, bambole, orologi ed altro) e ai manifesti d’ epoca dei film più celebri interpretati da Marlene, da sagome giganti di Betty e da libri rari sui due personaggi. Per l’ inaugurazione, inoltre, Andrea Pazienza si è esibito per il pubblico svizzero, dipingendo un grande quadro (due metri per due) in cui Zanardi, star dei comics degli anni Ottanta, incontra Betty Boop, in un ponte ideale che unisce miti ed epoche distanti cinquanta anni tra di loro, ma avvicinati dal gioco della memoria e della fantasia. Dalla fine dell’ Ottocento fino ai tempi più recenti Ascona era diventata, con la comunità del Monte Verità, un coacervo internazionale delle più belle menti dell’ epoca, da Bakunin a Klee, da Jung a Cafiero, da Isadora Duncan a Hesse. Pare che il monte fosse dotato di un’ anomala carica magnetica, una sorta di triangolo delle Bermude dello spirito in grado di stimolare i cervelli. Ascona collega due arti coetanee (il cinema e il fumetto) in grado di rappresentare l’ avanguardia espressiva dei nostri anni come a dimostrare che, forse, il vecchio magnetismo del Monte Verità non si è esaurito.
Brossura morbida a filo figurata a colori , formato in ottavo quadrotto dimensioni cm. 22x21, pagine: 119 (1). Copertina illustrata a colori di Sesar, quarta di copertina di Guido Crepax, numerose illustrazioni in nero e a colori intecalate n.t. Testi in italiano, francese e tedesco. Catalogo pubblicato in occasione della seconda edizione della mostra «Cinema e fumetto» nell’ambito del XXXVIII Festival internazionale del Film di Locarno. Sontuoso apparato iconografico composto da opere di Vittorio Giardino, Pablom Echaurren, Marcello Jori, Guido Crepax, Silvio cadelo, Monica Meyer, Micheli, Ivo Milazzo, Marina Comandini, Andrea Pazienza (una tavola a colori a pag. 67: «Dresda»), Patrizia Zanotti, Sesar, Cinzia Leone, magnus, Bondroit, Attilio Micheluzzi, Guido Hugues, Jesus Liceras, Milo Manara, Hugo Pratt, Sergio Staino, Josè Munoz, Trevisan. Testi di Vincenzo Mollica, Gerda Huber, Grim Natwick, e due poesie di Vito Riviello.
Vincenzo Mollica (Formigine, 27 gennaio 1953) è un giornalista, scrittore e disegnatore italiano. Appassionato sin da ragazzo di fumetti, cinema e musicalmente affascinato dalla canzone d’autore, dopo aver compiuto gli studi di scuola superiore al Liceo Classico di Locri, si laurea in giurisprudenza presso l’Università di Urbino dopo aver trascorso i quattro anni del corso legale nel Collegio Augustinianum dell’Università Cattolica di Milano. Nel 1995 nel numero di Topolino 2074 esce la storia Paperino Oscar del centenario in cui appare Vincenzo Paperica, giornalista chiaramente ispirato a lui. In seguito il personaggio, nato dalla mano di Andrea Pazienza (morto nel 1988), è apparso in numerose storie disneyane, diverse delle quali scritte dallo stesso Mollica. In un’intervista al Corriere della Sera, lo stesso giornalista ha affermato di volere sulla lapide la citazione ’’Qui giace Vincenzo Paperica, che nella vita fu Mollica’’ e una foto del suo alter ego disneyano. Vincenzo Mollica è celebre per il suo buonismo critico e per l’esaltazione degli intervistati di turno mediante l’impiego di ridondanti aggettivi superlativi. Aldo Grasso così descrive Mollica e il ’’mollichismo’’: «È un libro parlante, una sola moltitudine di arguzia e sapienza, un’intelligenza acuta che si è fatta tv. Non può neppure immaginarsi di cedere a un giudizio, a un appunto, a un dissenso. Parla sempre bene di tutti». Il ’’mollichismo’’ è diventato sinonimo del giornalismo compiacente della stampa e della televisione, che di fatto ha sostituito la critica e ha relegato i giornalisti al ruolo di semplici addetti degli uffici stampa.
Il presente volume fa parte della mia collezione personale.



 

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CINEMA , FUMETTI, MARLENE DIETRICH, BETTY BOOP, COMICS, LIBRI RARI , LIBRI CURIOSI. Si tratta del catalogo pubblicato dagli Editori del Grifo in occasione della mostra «Cinema e fumetto» nell’ambito del Festival internazionale del Film di Locarno (1985). Copertina di Sesar, in quarta bozzetti di Guido Crepax, appare anche Andrea Pazienza, con una tavola a colori («Dresda»): i testi sono di Vincenzo Mollica, Gerda Huber (amica della Dietrich), a cui si aggiungono un paio di poesie di Vito Riviello. Fra i fumetti, spiccano: Vittorio Giardino in un fulminante noir dove compaiono Bogart, Von Stroheim e Peter Lorre; Pablo Echaurren con tre tavole nello stile pittorico Der Blaue Angel; Crepax che mette allo specchio la sua Valentina con Betty prima e Marlene poi; Ivo Milazzo, che riprende la Marlene entraineuse già apparsa in Ken Parker, e vi aggiunge un intenso primo piano di profilo; Giorgio Trevisan, che portò Lola e il succube professor Emil in un saloon di Springville; e Hugo Pratt, che inserì Marlene nella trama in cui Corto Maltese sta sulla frontiera fra Siberia e Manciuria. Vi sono, inoltre, gli omaggi grafici di Marcello Jori, Silvio Cadelo, Monica Meyer, Micheli, Marina Comandini, Patrizia Zanotti, Cinzia Leone, Magnus, Bondroit, Attilio Micheluzzi, Guido Hugues, Jesus Liceras, Milo Manara, Sergio Staino e José Munoz. Femmes fatales dalle traiettorie assai diverse, Marlene Dietrich e Betty Boop sono accomunate dallo spirito di un’epoca: gli anni Trenta. La loro sensualità si sprigiona a partire da due focalizzazioni visive: gli occhi e le gambe. Più notturno e perverso lo scandalo evocato da Lola Lola e altre creature partorite dalla mente di Joseph Von Sternberg, più solare e allegra la malizia emanata da Betty, scandalosa signorina di carta, creata dal disegnatore Miron “Grim” Natwick e da Bud Counihan, ma esplosa grazie ai cortometraggi animati dei fratelli Fleischer . Marlene continuerà a diffondere fascino fino agli anni Sessanta, mentre Betty scomparirà nel 1939, a causa dei bacchettoni moralisti che spinsero la censura americana a vietarne le proiezioni. Max Fleischer si ispirò alla diva Clara Bow per delineare il volto di Betty Boop, il cui corpo sinuoso riprende anche Jean Harlow, le diede la voce dell’attrice Mae Questel, e le fece portare la minigonna in grande anticipo sui tempi. In anni più recenti, a questa eroina di carta si sono ispirate Marilyn e altre attrici, catalogate come ’oche giulive’. Ventitrè autori del fumetto e dell’ illustrazione si sono prodotti in una serie di gustose immagini che ritraggono le due femmes fatales. Le regole della storia non appartengono al mondo dello spettacolo , la mostra ha la possibilità di sfruttare la fantasia e, con questa, scandagliare il vasto territorio delle interconnessioni tra cinema e fumetto, magari unendo due personaggi così diversi come Marlene e Betty. Sulle ali di questa fantasia, invitata a lasciarsi andare liberamente, pennini, pennelli e pennarelli si sono trasformati in altrettante macchine da presa, per realizzare il film di questa mostra che raccoglie oltre a documenti sulle due star e a vari testi, tra i quali due poesie di Vito Riviello, le preziose immagini che questa coppia di dive ha saputo stimolare negli autori coinvolti nell’ iniziativa. Agli omaggi grafici che gli autori hanno offerto a questa inedita coppia di star, si sono aggiunte una vasta sezione retrospettiva, a testimoniare come Marlene e Betty facessero già parte dell’ immaginario di disegnatori, dalle più disparate radici, una selezione video, a presentare cinque cartoons classici di Betty Boop e una colonna sonora che affianca la voce di Marlene agli incredibili duetti che Cab Calloway e Louis Armstrong hanno avuto con Betty nei cartoons Minnie the Moocher e I’ ll be glad when you’ re dead, you rascal you. Tutto questo viene ulteriormente arricchito da una sezione dedicata al merchandising su Betty Boop (giarrettiere, spille, bambole, orologi ed altro) e ai manifesti d’ epoca dei film più celebri interpretati da Marlene, da sagome giganti di Betty e da libri rari sui due personaggi. Per l’ inaugurazione, inoltre, Andrea Pazienza si è esibito per il pubblico svizzero, dipingendo un grande quadro (due metri per due) in cui Zanardi, star dei comics degli anni Ottanta, incontra Betty Boop, in un ponte ideale che unisce miti ed epoche distanti cinquanta anni tra di loro, ma avvicinati dal gioco della memoria e della fantasia. Dalla fine dell’ Ottocento fino ai tempi più recenti Ascona era diventata, con la comunità del Monte Verità, un coacervo internazionale delle più belle menti dell’ epoca, da Bakunin a Klee, da Jung a Cafiero, da Isadora Duncan a Hesse. Pare che il monte fosse dotato di un’ anomala carica magnetica, una sorta di triangolo delle Bermude dello spirito in grado di stimolare i cervelli. Ascona collega due arti coetanee (il cinema e il fumetto) in grado di rappresentare l’ avanguardia espressiva dei nostri anni come a dimostrare che, forse, il vecchio magnetismo del Monte Verità non si è esaurito.
Brossura morbida a filo figurata a colori , formato in ottavo quadrotto dimensioni cm. 22x21, pagine: 119 (1). Copertina illustrata a colori di Sesar, quarta di copertina di Guido Crepax, numerose illustrazioni in nero e a colori intecalate n.t. Testi in italiano, francese e tedesco. Catalogo pubblicato in occasione della seconda edizione della mostra «Cinema e fumetto» nell’ambito del XXXVIII Festival internazionale del Film di Locarno. Sontuoso apparato iconografico composto da opere di Vittorio Giardino, Pablom Echaurren, Marcello Jori, Guido Crepax, Silvio cadelo, Monica Meyer, Micheli, Ivo Milazzo, Marina Comandini, Andrea Pazienza (una tavola a colori a pag. 67: «Dresda»), Patrizia Zanotti, Sesar, Cinzia Leone, magnus, Bondroit, Attilio Micheluzzi, Guido Hugues, Jesus Liceras, Milo Manara, Hugo Pratt, Sergio Staino, Josè Munoz, Trevisan. Testi di Vincenzo Mollica, Gerda Huber, Grim Natwick, e due poesie di Vito Riviello.
Vincenzo Mollica (Formigine, 27 gennaio 1953) è un giornalista, scrittore e disegnatore italiano. Appassionato sin da ragazzo di fumetti, cinema e musicalmente affascinato dalla canzone d’autore, dopo aver compiuto gli studi di scuola superiore al Liceo Classico di Locri, si laurea in giurisprudenza presso l’Università di Urbino dopo aver trascorso i quattro anni del corso legale nel Collegio Augustinianum dell’Università Cattolica di Milano. Nel 1995 nel numero di Topolino 2074 esce la storia Paperino Oscar del centenario in cui appare Vincenzo Paperica, giornalista chiaramente ispirato a lui. In seguito il personaggio, nato dalla mano di Andrea Pazienza (morto nel 1988), è apparso in numerose storie disneyane, diverse delle quali scritte dallo stesso Mollica. In un’intervista al Corriere della Sera, lo stesso giornalista ha affermato di volere sulla lapide la citazione ’’Qui giace Vincenzo Paperica, che nella vita fu Mollica’’ e una foto del suo alter ego disneyano. Vincenzo Mollica è celebre per il suo buonismo critico e per l’esaltazione degli intervistati di turno mediante l’impiego di ridondanti aggettivi superlativi. Aldo Grasso così descrive Mollica e il ’’mollichismo’’: «È un libro parlante, una sola moltitudine di arguzia e sapienza, un’intelligenza acuta che si è fatta tv. Non può neppure immaginarsi di cedere a un giudizio, a un appunto, a un dissenso. Parla sempre bene di tutti». Il ’’mollichismo’’ è diventato sinonimo del giornalismo compiacente della stampa e della televisione, che di fatto ha sostituito la critica e ha relegato i giornalisti al ruolo di semplici addetti degli uffici stampa.
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Articolo 3
Definizioni

1. Ai fini del presente codice ove non diversamente previsto, si intende per :
a) consumatore o utente: la persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta ;
...
c) professionista: la persona fisica o giuridica che agisce nell'esercizio della propria attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale, ovvero un suo intermediario;

Articolo 63
Passaggio del rischio
1. Nei contratti che pongono a carico del professionista l’obbligo di provvedere alla spedizione dei beni il rischio della perdita o del danneggiamento dei beni, per causa non imputabile al venditore, si trasferisce al consumatore soltanto nel momento in cui quest’ultimo, o un terzo da lui designato e diverso dal vettore, entra materialmente in possesso dei beni.
2. Tuttavia, il rischio si trasferisce al consumatore gia’ nel momento della consegna del bene al vettore qualora quest’ultimo sia stato scelto dal consumatore e tale scelta non sia stata proposta dal professionista, fatti salvi i diritti del consumatore nei confronti del vettore.

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