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Gli Anarchici – quadro della fine del XIX secolo.

 

Gli Anarchici – quadro della fine del XIX secolo.
 

Contenuti per adulti
Autore: John Henry Mackay , Traduzione di P. Flori
Editore: Casa editrice Sociale – Milano
Anno: 1921 Prima edizione italiana
Collana: Titolo originale : Die Anarchisten (1891)
Condizioni: OTTIME CONDIZIONI
Categoria: Anarchia, libertà, rivoluzione, antiborghese, anticapitalismo, Mackay, Prime edizioni, libri rari, libri cult
ID titolo:61872062

"Gli Anarchici – quadro della fine del XIX secolo." è in vendita da giovedì 14 marzo 2019 alle 14:10 in provincia di Parma

Note su "Gli Anarchici – quadro della fine del XIX secolo.":
(.....) L’idea dell’anarchia è nata in questo secolo diciannovesimo. È verso il 1840 che viene abbozzata la linea di demarcazione tra l’antico mondo della servitù e il mondo nuovo della libertà. A quell’epoca Proudhon lancia la sua prima famosa opera: «Qu’est-ce que la propriété» e Max Stirner pubblica il suo immortale libro: «Der Einzige und sem Eigentum». Questa idea potè essere soffocata un istante in un regresso violento, momentaneo della civiltà, ma essa non ha potuto sparire per sempre, poichè è imperitura, ed ecco infatti che si ravviva dovunque. Da molti anni uno dei miei amici, Beniamino R. Tucker, lotta validamente a Boston, con la sua Liberty, per l’anarchia nel nuovo mondo. E quante volte, nelle ore di stanchezza, ho cercato con lo sguardo quella luce sbocciata dalle profondità del tramonto per dissiparne le tenebre!... Quando nel 1888 ho pubblicato il mio volume di versi, Sturm, alcune simpatiche voci mi hanno, voluto chiamare il «primo cantore dell’Anarchia». È questo un titolo di cui io mi sento fiero; ma ora ho acquistato la convinzione che è più urgente non di provocare l’entusiasmo per la libertà, ma di far credere e di far comprendere la ineluttabile necessità di quella indipendenza economica senza la quale la libertà sarà sempre il sogno sterile di qualche esaltato. In questi tempi di reazione estrema e mentre il socialismo di Stato è la parola suprema, non avrei creduto di poter declinare l’onore di essere anche il primo difensore dell’idea anarchica. E spero bene di non aver rotto la mia ultima lancia per la libertà. L’operaio ha contro di sè tre grandi nemici che deve conoscere e vincere: i politicanti, i filantropi, e sè stesso. Impari prima di tutto che, per abolire i padroni, gli schiavi non debbono necessariamente diventare essi stessi padroni, e che anche se questo cambiamento fosse ottenuto, – il che è lo scopo di tutta la politica – non li farebbe avanzare di un solo passo verso la liberazione economica, questa essendo unicamente la conseguenza di un seguito di armoniche rivoluzioni nell’ordine sociale; ch’egli si liberi prima dai filantropi e dai moralisti, ministri di una caduca religione in preda alle allucinazioni della morte, dagli utopisti esaltati e verbosi i quali non possono, non vogliono comprendere che non è l’uomo che occorre modificare, ma le condizioni di vita che lo rendono buono o cattivo; ed infine comprenda che nient’altro al mondo può venirgli in aiuto, se non lui stesso. Questa certezza deve naturalmente condurlo ad agire ben differentemente e con maggiori risultati, senza lasciarsi influenzare dalle considerazioni di classe allorchè scorgerà meglio le condizioni nelle quali egli vive e soffre. Che l’operaio faccia prima tutto questo ed allora potrà sperare di rompere e gettare lontano da sè le catene della sua schiavitù.
Brossura morbida originale figurata , titoli in b/n ai piatti e dorso, formato in 16° cm. Cm. 12 x 19, pagine 331 (4). Condizioni usato, normali segni del tempo, nessuna mancanza, legatura solida, nel complesso ottimo esemplare da collezione. Rarissima Prima edizione Italiana.
John Henry Mackay (Greenock, 6 febbraio 1864 – Charlottenburg, 16 maggio 1933) è stato uno scrittore e attivista scozzesenaturalizzato tedesco. Si è segnalato come pensatore anarco-individualista, primo biografo di Max Stirner e come esponente del primo movimento omosessuale tedesco. John Henry Mackay nacque a Greenock in Scozia. In seguito alla prematura scomparsa del padre nel 1865 la famiglia si trasferì in Germania, a Saarbrücken. Mackay frequentò la scuola media a Burgsteinfurt e Birkenfeld presso Treviri; in seguito fece un apprendistato a Stoccarda come libraio e frequentò per alcuni semestri lezioni di filosofia alle Università di Kiel, Lipsia e Berlino. Nel 1885 Mackay iniziò a frequentare gli ambienti letterari. A Berlino entrò in contatto con il circolo dei poeti di Friedrichshagen, dove scoprì grazie alla Psychopathia sexualis di Richard von Krafft-Ebing la propria tendenza omosessuale e pederasta. Con le novelle Existenzen (Esistenze) e Nur eine Kellnerin (Solo una cameriera), pubblicate nel 1888 sotto il titolo comune di Moderne Stoffe (Materiali moderni), Mackay divenne uno dei precursori del naturalismo letterario. Dopo un soggiorno di un anno a Londra si dedicò alle teorie del filosofo individualista Max Stirner, sulla cui vita scrisse la fino ad oggi fondamentale (ancorché da alcuni ritenuta agiografica) biografia, che uscì in tre edizioni tra il 1898 ed il 1914. La filosofia di Stirner, che proclamava un’individualità coerente in presenza di un rifiuto deciso di ogni tipo di ordini, regole e ideologie sacre, servì da spunto a Mackay per la sua concezione di anarchismo individualista, che sviluppò nei tre Bücher der Freiheit (Libri della Libertà): Sturm (Tempesta), Die Anarchisten (Gli anarchici) e Die Freiheitsucher (I cercatori di libertà). Agli inizi degli anni 1890 conobbe l’allora sconosciuta scrittrice Gabriele Reuter, che segnalò all’editore Samuel Fischer nel 1895. Il romanzo di Reuter Aus guter Familie(Di buona famiglia) divenne in breve tempo un bestseller - grazie anche al tono di critica sociale insito nel titolo, quest’ultimo proposto da Mackay (stando alle memorie di Reuter, l’autrice avrebbe voluto chiamare il romanzo semplicemente Agathe Heidling). Nel 1898 Mackay strinse amicizia con Rudolf Steiner, con il quale preparò la stesura del pamphlet propagandistico Sind Anarchisten Mörder? (Gli anarchici sono assassini?). Nel 1905 entrò in contatto con Benedict Friedlaender, di cui sosteneva il movimento Sezession, e con ciò si distanziò sempre più da Magnus Hirschfeld, a causa della fondamentale avversione di quest’ultimo contro la teoria del terzo sesso. Sotto lo pseudonimo di Sagitta, Mackay pubblicò scritti di emancipazione e lavori letterari sull’amore senza nome (l’attrazione di uomini adulti verso ragazzi adolescenti), che nella Germania dei tempi del Kaiser e anche nella Repubblica di Weimar venivano vietati dal punto di vista formale ma tollerati da quello sostanziale. Le sue opere sull’anarchismo individualista divennero per contro - anche grazie al supporto degli amici Benjamin Ricketson Tucker, George Schumm, Clarence Swarts e Henry Cohen - molto popolari financo negli Stati Uniti. La drammatica inflazione dei primi anni venti in Germania fece svanire il ragguardevole patrimonio di Mackay. Negli anni successivi alcune attività editoriali fallirono a causa della disonestà dei suoi soci. Anche le sue vecchie e nuove fatiche letterarie, che (eccezion fatta per il romanzo criminale Staatsanwalt Sierlin, cioè Pubblico ministero Sierlin) non erano pensate per un vasto pubblico, gli procurarono ben pochi introiti. Nemmeno la Mackay-Gesellschaft (Società Mackay), fondata nel 1931, poté sostenere a sufficienza lo scrittore impoverito negli anni della crisi economica. Mackay morì il 16 maggio 1933, probabilmente a causa di una overdose di morfina (accidentale o volontaria), nonostante soffrisse da parecchi anni di numerose malattie, e venne sepolto nel Cimitero Ovest di Stahnsdorf. Dieci giorni prima c’era stato il rogo nazista all’Institut für Sexualwissenschaft (Istituto delle Scienze sessuali). Adolf Hitler, già divenuto dittatore e cancelliere del Reich dal 30 gennaio, mise fine a tutte le attività del movimento tedesco d’emancipazione omosessuale, al che Mackay avrebbe deciso di togliersi la vita per protesta o come gesto di fuga e stanchezza. L’ipotesi che Mackay si sarebbe suicidato è stata invece contestata da uno dei suoi biografi, Hubert Kennedy, che attribuisce la morte a infarto cardiaco: «John Henry Mackay muore il 16 maggio 1933 nel bagno del suo medico, a causa di una serie di patimenti di cui soffriva, apparentemente per una crisi cardiaca. Soffriva anche di calcoli renali alla vescica». La memoria della persona di Mackay e delle sue opere viene perpetuata dal 1974 dalla Mackay-Gesellschaft, mentre i suoi studi sono stati proseguiti dai lavori storico-critici di Hubert Kennedy. La prima biografia di Mackay è stata scritta nel 1979 da Kurt Zube (sotto lo pseudonimo di Solneman).
Il presente volume fa parte della mia collezione personale.



 

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D.LGS 205/2006 - D.LGS 21/2014
Aggiornato al 13 giugno 2014

Articolo 3
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...
c) professionista: la persona fisica o giuridica che agisce nell'esercizio della propria attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale, ovvero un suo intermediario;

Articolo 63
Passaggio del rischio
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