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Le donne che leggono sono pericolose

 

Le donne che leggono sono pericolose
 

Autore: di Stefan Bollmann (Autore), Elke Heidenreich (Autore), Ida Bonali (Traduttore), prefazione di Daria Bignardi.
Editore: Rizzoli editore – Milano
Anno:Novembre 2007
Collana: Edizione illustrata
Condizioni: COME NUOVO
Categoria: ARTE VISIVA , PITTURA, EMANCIPAZIONE FEMMINILE, SOCIOLOGIA , LIBRI ILLUSTRATI, OPERE NON COMUNI
ID titolo:58713730

"Le donne che leggono sono pericolose" è in vendita da lunedì 10 dicembre 2018 alle 15:15 in provincia di Parma

Note su "Le donne che leggono sono pericolose":
’’Le donne che leggono sono pericolose soprattutto per se stesse. Ci sarà un motivo se la storia dell’umanità ha ritardato la lettura alle donne: la natura sapeva che avrebbe complicato loro la vita. Comunque sia, pazienza: leggere è meraviglioso, è forse l’esperienza più emozionante della vita, quella che ti accompagna più a lungo, dall’infanzia alla morte’’.
Le donne e i libri sono state passioni talmente divoranti e proibite da aver sedotto pittori e fotografi di ogni epoca. Tra le immagini proposte in Le donne che leggono sono pericolose non ci sono uomini. Ci sono solo donne che leggono. Donne, vecchie e giovani, in giardino, sul divano o a letto, con i volti sognanti o concentrati, nude, in déshabillé o magnificamente vestite, di cui vediamo le braccia, i capelli, il capo chino, ma raramente scorgiamo gli occhi: solo quando hanno appena finito di leggere e alzano per un istante lo sguardo riusciamo a intravederne l’espressione ancora sognante. Da Simone Martini a Rembrandt, Vermeer e Fragonard, da Matisse, Heckel e Hopper fino alla famosa fotografia di Eve Arnold con Marilyn Monroe che legge l’Ulisse: questo libro mette in scena una galleria di figure affascinate e affascinanti. Attraverso dipinti, disegni e fotografie, questo volume racconta la storia appassionante, piena di bellezza, grazia ed espressività, della lettura femminile dal XIII al XXI secolo.Se è vero che le donne in politica sono meno degli uomini, che hanno meno voce in capitolo per quanto riguarda il lavoro e che godono di meno considerazione rispetto ai maschi nella società, è anche vero che le donne leggono molto di più degli uomini. Nel corso dei secoli, le donne lettrici hanno sempre fatto paura agli uomini comuni che vedevano nella lettura un modo per la donna di emanciparsi. Le donne sono state lungo la storia ’’ le piccole mosche’’ che cadevano nella rete della parola scritta, scrive Dubravka Ugrešic nel suo libro ’’Vietato leggere’’. E lo sono tuttora: ancora oggi cadono nella rete delle storie, entusiaste, attente, avide di passione per le parole. Sanno ancora innamorarsi se qualcuno scrive una bella lettera, anzi sperano, in cuor loro, che qualcuno la scriva perché l’amore vive di parole, chiede di essere scritto a caratteri maiuscoli. Sui roghi dell’Inquisizione andavano in cenere soprattutto donne e libri. E oggi che non si bruciano più né libri né streghe? Com’è cambiata la situazione? È quello che si chiedono gli autori di questo libro proponendoci una splendida carrellata di dipinti e fotografie artistiche : Le donne che leggono sono pericolose perché, sostengono Stefan Bollmann e Elke Heidenreich, in questo modo si sono appropriate di conoscenze ed esperienze originariamente non destinate a loro. La logica è banale: chi legge, riflette e chi riflette si fa un’opinione, chi ha una sua opinione si differenzia e, di conseguenza, è un nemico del ’’sistema’’. Questa riflessione fa subito correre il pensiero a ’’Fahrenheit 451’’ di Ray Bradbury in cui i pompieri, invece di spegnere gli incendi, li appiccano bruciando proprio i libri, che sono così temuti perché ’’rivelano i pori sulla faccia della vita. La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena, di cera, senza pori, senza peli, inespressive’’. Se i libri sono sempre stati un pericolo per il loro potere di suscitare il pensiero, di procurare piacere, per la loro capacità di trasportare in mondi lontani, addirittura di far dimenticare spazio e tempo, ci si può facilmente immaginare quanto sia stato lento e tortuoso il cammino per le appassionate di lettura. Sono stati necessari molti secoli, infatti, perché alle donne venisse permesso di leggere ciò che volevano: se prima potevano ricamare, pregare, allevare bambini e cucinare, nel momento in cui hanno capito che grazie alla lettura avrebbero avuto la possibilità di sostituire l’angusto mondo della loro casa con quello sconfinato del pensiero, della fantasia e del sapere, sono in qualche modo diventate una minaccia. Le donne che leggono sono pericolose perché non si annoiano mai e qualunque cosa accada hanno sempre un via di fuga: se ne infischiano se le fai troppo soffrire perché loro s’innamorano di un altro libro, di un’altra storia, e ti abbandonano , scrive Daria Bignardi nella sua divertente prefazione. E ancora: Le donne che leggono sono pericolose perché nutrono i loro sogni e non c’è nulla di più rivoluzionario di una donna che sogna di cambiare la propria vita: se lo fa, farà la rivoluzione, se non lo fa seminerà il terrore.
Cartonato editoriale color rosso con titoli in bianco al dorso, sovraccoperta figurata a colori ( dipinto ’’Après le bal di Ramon Casas y Carbo . 1895’’) , formato in 4° piccola cm. 17,5 x 25, sguardie figurate a doppia pagina, pagine 152, edizione illustrata, numerosissime tavole, disegni, illustrazioni, foto ed opere a colori e b/n , anche a doppia paginA, intercalate nei testi. Condizioni usato allo stato del nuovo, eccellente esemplare da collezione. Opera esaurita, fuori catalogo, rara e ricercata.
(....)Probabilmente è vero, le donne che leggono lo fanno notare più di quanto non facciano gli uomini, ma forse è soltanto perché sono fatte così: dissotterrano i tesori custoditi tra le pagine e li condividono; nutrono gli altri (loro, soprattutto, gli uomini che continuano a temerle tanto) con i cibi più pregiati che hanno , amano quello che leggono così come amano coloro che leggono. Chissà se gli uomini capirebbero di più le donne se leggessero Sylvia Plath, Virginia Woolf, Carson McCullers o Dorothy Parker così come noi leggiamo Hemingway, Faulkner, Roth, Flaubert e Balzac; magari non cambierebbe niente, ma così, forse, potrebbe succedere anche a loro di rimanere imprigionati in un libro. E a quel punto sì che l’amore diventerebbe pericoloso!
Il presente volume fa parte della mia colelzione personale.








 

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"Le donne che leggono sono pericolose"
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ARTE VISIVA , PITTURA, EMANCIPAZIONE FEMMINILE, SOCIOLOGIA , LIBRI ILLUSTRATI, OPERE NON COMUNI. ’’Le donne che leggono sono pericolose soprattutto per se stesse. Ci sarà un motivo se la storia dell’umanità ha ritardato la lettura alle donne: la natura sapeva che avrebbe complicato loro la vita. Comunque sia, pazienza: leggere è meraviglioso, è forse l’esperienza più emozionante della vita, quella che ti accompagna più a lungo, dall’infanzia alla morte’’.
Le donne e i libri sono state passioni talmente divoranti e proibite da aver sedotto pittori e fotografi di ogni epoca. Tra le immagini proposte in Le donne che leggono sono pericolose non ci sono uomini. Ci sono solo donne che leggono. Donne, vecchie e giovani, in giardino, sul divano o a letto, con i volti sognanti o concentrati, nude, in déshabillé o magnificamente vestite, di cui vediamo le braccia, i capelli, il capo chino, ma raramente scorgiamo gli occhi: solo quando hanno appena finito di leggere e alzano per un istante lo sguardo riusciamo a intravederne l’espressione ancora sognante. Da Simone Martini a Rembrandt, Vermeer e Fragonard, da Matisse, Heckel e Hopper fino alla famosa fotografia di Eve Arnold con Marilyn Monroe che legge l’Ulisse: questo libro mette in scena una galleria di figure affascinate e affascinanti. Attraverso dipinti, disegni e fotografie, questo volume racconta la storia appassionante, piena di bellezza, grazia ed espressività, della lettura femminile dal XIII al XXI secolo.Se è vero che le donne in politica sono meno degli uomini, che hanno meno voce in capitolo per quanto riguarda il lavoro e che godono di meno considerazione rispetto ai maschi nella società, è anche vero che le donne leggono molto di più degli uomini. Nel corso dei secoli, le donne lettrici hanno sempre fatto paura agli uomini comuni che vedevano nella lettura un modo per la donna di emanciparsi. Le donne sono state lungo la storia ’’ le piccole mosche’’ che cadevano nella rete della parola scritta, scrive Dubravka Ugrešic nel suo libro ’’Vietato leggere’’. E lo sono tuttora: ancora oggi cadono nella rete delle storie, entusiaste, attente, avide di passione per le parole. Sanno ancora innamorarsi se qualcuno scrive una bella lettera, anzi sperano, in cuor loro, che qualcuno la scriva perché l’amore vive di parole, chiede di essere scritto a caratteri maiuscoli. Sui roghi dell’Inquisizione andavano in cenere soprattutto donne e libri. E oggi che non si bruciano più né libri né streghe? Com’è cambiata la situazione? È quello che si chiedono gli autori di questo libro proponendoci una splendida carrellata di dipinti e fotografie artistiche : Le donne che leggono sono pericolose perché, sostengono Stefan Bollmann e Elke Heidenreich, in questo modo si sono appropriate di conoscenze ed esperienze originariamente non destinate a loro. La logica è banale: chi legge, riflette e chi riflette si fa un’opinione, chi ha una sua opinione si differenzia e, di conseguenza, è un nemico del ’’sistema’’. Questa riflessione fa subito correre il pensiero a ’’Fahrenheit 451’’ di Ray Bradbury in cui i pompieri, invece di spegnere gli incendi, li appiccano bruciando proprio i libri, che sono così temuti perché ’’rivelano i pori sulla faccia della vita. La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena, di cera, senza pori, senza peli, inespressive’’. Se i libri sono sempre stati un pericolo per il loro potere di suscitare il pensiero, di procurare piacere, per la loro capacità di trasportare in mondi lontani, addirittura di far dimenticare spazio e tempo, ci si può facilmente immaginare quanto sia stato lento e tortuoso il cammino per le appassionate di lettura. Sono stati necessari molti secoli, infatti, perché alle donne venisse permesso di leggere ciò che volevano: se prima potevano ricamare, pregare, allevare bambini e cucinare, nel momento in cui hanno capito che grazie alla lettura avrebbero avuto la possibilità di sostituire l’angusto mondo della loro casa con quello sconfinato del pensiero, della fantasia e del sapere, sono in qualche modo diventate una minaccia. Le donne che leggono sono pericolose perché non si annoiano mai e qualunque cosa accada hanno sempre un via di fuga: se ne infischiano se le fai troppo soffrire perché loro s’innamorano di un altro libro, di un’altra storia, e ti abbandonano , scrive Daria Bignardi nella sua divertente prefazione. E ancora: Le donne che leggono sono pericolose perché nutrono i loro sogni e non c’è nulla di più rivoluzionario di una donna che sogna di cambiare la propria vita: se lo fa, farà la rivoluzione, se non lo fa seminerà il terrore.
Cartonato editoriale color rosso con titoli in bianco al dorso, sovraccoperta figurata a colori ( dipinto ’’Après le bal di Ramon Casas y Carbo . 1895’’) , formato in 4° piccola cm. 17,5 x 25, sguardie figurate a doppia pagina, pagine 152, edizione illustrata, numerosissime tavole, disegni, illustrazioni, foto ed opere a colori e b/n , anche a doppia paginA, intercalate nei testi. Condizioni usato allo stato del nuovo, eccellente esemplare da collezione. Opera esaurita, fuori catalogo, rara e ricercata.
(....)Probabilmente è vero, le donne che leggono lo fanno notare più di quanto non facciano gli uomini, ma forse è soltanto perché sono fatte così: dissotterrano i tesori custoditi tra le pagine e li condividono; nutrono gli altri (loro, soprattutto, gli uomini che continuano a temerle tanto) con i cibi più pregiati che hanno , amano quello che leggono così come amano coloro che leggono. Chissà se gli uomini capirebbero di più le donne se leggessero Sylvia Plath, Virginia Woolf, Carson McCullers o Dorothy Parker così come noi leggiamo Hemingway, Faulkner, Roth, Flaubert e Balzac; magari non cambierebbe niente, ma così, forse, potrebbe succedere anche a loro di rimanere imprigionati in un libro. E a quel punto sì che l’amore diventerebbe pericoloso!
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D.LGS 205/2006 - D.LGS 21/2014
Aggiornato al 13 giugno 2014

Articolo 3
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1. Ai fini del presente codice ove non diversamente previsto, si intende per :
a) consumatore o utente: la persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta ;
...
c) professionista: la persona fisica o giuridica che agisce nell'esercizio della propria attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale, ovvero un suo intermediario;

Articolo 63
Passaggio del rischio
1. Nei contratti che pongono a carico del professionista l’obbligo di provvedere alla spedizione dei beni il rischio della perdita o del danneggiamento dei beni, per causa non imputabile al venditore, si trasferisce al consumatore soltanto nel momento in cui quest’ultimo, o un terzo da lui designato e diverso dal vettore, entra materialmente in possesso dei beni.
2. Tuttavia, il rischio si trasferisce al consumatore gia’ nel momento della consegna del bene al vettore qualora quest’ultimo sia stato scelto dal consumatore e tale scelta non sia stata proposta dal professionista, fatti salvi i diritti del consumatore nei confronti del vettore.

gazzettaufficiale.it
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