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Negozi storici in Lombardia. Il commercio di qualità promosso dal tempo. Brescia e la sua provincia

 

Negozi storici in Lombardia. Il commercio di qualità promosso dal tempo. Brescia e la sua provincia
 

Autore: Franco Robecchi
Editore: La Compagnia della Stampa
Anno:2007
Collana: L’intelligenza e il fare - nr. 5
Condizioni: COME NUOVO
Categoria: STORIA LOCALE, BRESCIA, TRADIZIONE, CULTURA, COMMERCIO
ID titolo:58198519

"Negozi storici in Lombardia. Il commercio di qualità promosso dal tempo. Brescia e la sua provincia" è in vendita da martedì 27 novembre 2018 alle 13:20 in provincia di Parma

Note su "Negozi storici in Lombardia. Il commercio di qualità promosso dal tempo. Brescia e la sua provincia":
Il negozio storico è tale perché ha saputo scavalcare i tempi e vincerne le tempeste, economiche, familiari, esistenziali. Il suo persistere attraverso i decenni, in qualche caso attraverso i secoli, è un segno della credibilità che ha meritato al negozio la fiducia della clientela e quindi il successo negli affari. Il mantenimento dell’attivo economico implica spesso la capacità di adattamento e di aggiornamento, il che contrasta con la conservazione dei beni e delle forme iniziali. Pur considerando le variazioni subentrate nel passo dell’innovazione, con l’accelerazione dal dopoguerra ad oggi, nei negozi storici è la garanzia del gradimento collaudato dal tempo a prevalere. La conservazione degli arredi stessi non era segno di un’incapacità imprenditoriale ed economica a modernizzare, ma era l’emblema di una tradizione che certificava la professionalità, tramandata di padre in figlio. Il severo crivello del tempo lascia passare solo i meritevoli che hanno potuto coltivare il denominatore comune di una prestazione, che scavalca le mode per attingere a categorie costanti: la qualità, la serietà, la capacità di rapporto personale con il cliente, l’aggiornamento temperato alle nuove esigenze, il mantenimento di un carattere. Quest’ultimo aspetto è sempre più pagante, poiché il pubblico spesso stanco di un commercio aggressivo, sospinto da conformismi di costume, da un’assillante pubblicità e da sprechi, ha in sé spazio di apprezzamento per chi non insegue la fatuità, per chi non si omologa al chiasso di sottofondo, che rende indifferenziato il panorama, per chi denota un attaccamento ai valori tradizionali, anche negli arredi, il che si concretizza anche in un apprezzamento per gli aspetti di antiquariato, o anche di modernariato, che rendono singolare e attraente il negozio. Su questi aspetti si innesta infine la valenza culturale. Se il commercio non fosse da decenni sotto discredito per una campagna ideologica pressante, la cultura di cui esso è portatore sarebbe emersa con serena evidenza e sarebbe tranquillo patrimonio dell’opinione pubblica. Vi è qualche dimensione della cultura occidentale che possa prescindere dalla logica e dalla pratica dell’interesse economico del mercato? La cultura della polivalenza immagazzinatrice dei meriti, costituita dal denaro, la cultura del lavoro e del guadagno, la cultura dello scambio delle prestazioni, la cultura degli scambi delle merci, che moltiplica conoscenze e ricerche, la cultura dell’istruzione, che modifica la realtà e potenzia il progresso, la cultura delle invenzioni tecnologiche, dei viaggi, della meritocrazia, del successo del migliore sul peggiore, dell’urbanistica funzionale e della razionalità organizzativa, della proprietà privata, la cultura della medesima democrazia, basata sulla libera concorrenza, e la libertà stessa affondano radici e motivazioni nel mercato.
Elegante tutta tela editoriale rigida color creme con titoli in marrone al piatto , sovraccoperta a colori , sguardie colorate, bella tavola storica a colori in antiporta ( ’’ L’emporio’’ , opera del pittore bresciano Achille Glisenti). Formato in 4° cm. 22 x 30,5 , pagine 125 (3) , Centinaia di affettuose tavole , disegni e fotografie in b/n e colori intercalate n/t., alla fine interessante indice dei Negozi pubblicati nel territorio Bresciano. Condizioni usato allo stato del nuovo , eccellente esemplare da collezione, perfetto.
Il presente volume fa parte della mia collezione personale.

 

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"Negozi storici in Lombardia. Il commercio di qualità promosso dal tempo. Brescia e la sua provincia"
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STORIA LOCALE, BRESCIA, TRADIZIONE, CULTURA, COMMERCIO. Il negozio storico è tale perché ha saputo scavalcare i tempi e vincerne le tempeste, economiche, familiari, esistenziali. Il suo persistere attraverso i decenni, in qualche caso attraverso i secoli, è un segno della credibilità che ha meritato al negozio la fiducia della clientela e quindi il successo negli affari. Il mantenimento dell’attivo economico implica spesso la capacità di adattamento e di aggiornamento, il che contrasta con la conservazione dei beni e delle forme iniziali. Pur considerando le variazioni subentrate nel passo dell’innovazione, con l’accelerazione dal dopoguerra ad oggi, nei negozi storici è la garanzia del gradimento collaudato dal tempo a prevalere. La conservazione degli arredi stessi non era segno di un’incapacità imprenditoriale ed economica a modernizzare, ma era l’emblema di una tradizione che certificava la professionalità, tramandata di padre in figlio. Il severo crivello del tempo lascia passare solo i meritevoli che hanno potuto coltivare il denominatore comune di una prestazione, che scavalca le mode per attingere a categorie costanti: la qualità, la serietà, la capacità di rapporto personale con il cliente, l’aggiornamento temperato alle nuove esigenze, il mantenimento di un carattere. Quest’ultimo aspetto è sempre più pagante, poiché il pubblico spesso stanco di un commercio aggressivo, sospinto da conformismi di costume, da un’assillante pubblicità e da sprechi, ha in sé spazio di apprezzamento per chi non insegue la fatuità, per chi non si omologa al chiasso di sottofondo, che rende indifferenziato il panorama, per chi denota un attaccamento ai valori tradizionali, anche negli arredi, il che si concretizza anche in un apprezzamento per gli aspetti di antiquariato, o anche di modernariato, che rendono singolare e attraente il negozio. Su questi aspetti si innesta infine la valenza culturale. Se il commercio non fosse da decenni sotto discredito per una campagna ideologica pressante, la cultura di cui esso è portatore sarebbe emersa con serena evidenza e sarebbe tranquillo patrimonio dell’opinione pubblica. Vi è qualche dimensione della cultura occidentale che possa prescindere dalla logica e dalla pratica dell’interesse economico del mercato? La cultura della polivalenza immagazzinatrice dei meriti, costituita dal denaro, la cultura del lavoro e del guadagno, la cultura dello scambio delle prestazioni, la cultura degli scambi delle merci, che moltiplica conoscenze e ricerche, la cultura dell’istruzione, che modifica la realtà e potenzia il progresso, la cultura delle invenzioni tecnologiche, dei viaggi, della meritocrazia, del successo del migliore sul peggiore, dell’urbanistica funzionale e della razionalità organizzativa, della proprietà privata, la cultura della medesima democrazia, basata sulla libera concorrenza, e la libertà stessa affondano radici e motivazioni nel mercato.
Elegante tutta tela editoriale rigida color creme con titoli in marrone al piatto , sovraccoperta a colori , sguardie colorate, bella tavola storica a colori in antiporta ( ’’ L’emporio’’ , opera del pittore bresciano Achille Glisenti). Formato in 4° cm. 22 x 30,5 , pagine 125 (3) , Centinaia di affettuose tavole , disegni e fotografie in b/n e colori intercalate n/t., alla fine interessante indice dei Negozi pubblicati nel territorio Bresciano. Condizioni usato allo stato del nuovo , eccellente esemplare da collezione, perfetto.
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D.LGS 205/2006 - D.LGS 21/2014
Aggiornato al 13 giugno 2014

Articolo 3
Definizioni

1. Ai fini del presente codice ove non diversamente previsto, si intende per :
a) consumatore o utente: la persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta ;
...
c) professionista: la persona fisica o giuridica che agisce nell'esercizio della propria attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale, ovvero un suo intermediario;

Articolo 63
Passaggio del rischio
1. Nei contratti che pongono a carico del professionista l’obbligo di provvedere alla spedizione dei beni il rischio della perdita o del danneggiamento dei beni, per causa non imputabile al venditore, si trasferisce al consumatore soltanto nel momento in cui quest’ultimo, o un terzo da lui designato e diverso dal vettore, entra materialmente in possesso dei beni.
2. Tuttavia, il rischio si trasferisce al consumatore gia’ nel momento della consegna del bene al vettore qualora quest’ultimo sia stato scelto dal consumatore e tale scelta non sia stata proposta dal professionista, fatti salvi i diritti del consumatore nei confronti del vettore.

gazzettaufficiale.it
Codiceconsumo.pdf

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