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La Ferrovia Suzzara – Ferrara  , Cento anni di storia.

 

La Ferrovia Suzzara – Ferrara , Cento anni di storia.
 

Autore: Aa. Vv. , a cura di Roberto Roda e del Centro Etnografico Ferrarese
Editore: Interbooks – Padova
Anno:1989
Condizioni: OTTIME CONDIZIONI
Categoria: FERROVIE , TRENI, ANTROPOLOGIA, STORIA CONTEMPORANEA, FOTOGRAFIA, STORIA LOCALE, LIBRI RARI
ID titolo:57944341

"La Ferrovia Suzzara – Ferrara , Cento anni di storia." è in vendita da lunedì 19 novembre 2018 alle 15:32 in provincia di Parma

Note su "La Ferrovia Suzzara – Ferrara , Cento anni di storia.":
Brossura morbida a filo figurata a colori, formato in 4° piccolo quadrotto cm. 22 x 24, pagine 218 , sontuoso apparato iconografico. Si tratta del Catalogo uscito in occasione della Mostra-Studio per il ’’Centenario’’ della ferrovia Suzzara-Ferrara. Raggruppa 218 foto d’autore in B/N anche a tutta pagina. Ci sono anche alcune tavole doppie f.t. apribili a colori che riproducono i progetti della locomotiva, la planimetria della linea ed altri dettagli tecnici. In coda al catalogo è stata inclusa una ministoria con protagonista Martin Mystère ambientata a Ferrara: infatti, Alfredo Castelli partecipa al progetto realizzando la quinta storyboard inedita, pubblicata qui senza titolo, ma in futuro ristampata col nome ’’Nostra Signora dei fulmini’’. Anche per le iniziative future nelle quali (come in questo caso) il ’’Detective dell’Impossibile’’ fungerà prevalentemente da ’’testimonial’’, nei racconti prevarrà l’elemento documentaristico, e gli spunti ’’fantastici’’ si ridurranno al minimo indispensabile per rendere la storia tanto fantasiosa quanto realistica. In questo caso lo spunto fantastico è fornito da un accadimento reale [ma non di meno ’’mysterioso’’] che avviene lungo la linea ferroviaria: la frequenza superiore alla media con cui i fulmini si abbattono sul tratto della ferrovia all’altezza di Bondeno. In testa al front.: Centenario della Ferrovia Suzzara Ferrara 1888-1988. In copertina .: La Ferrovia Suzzara-Ferrara, gestione commissariale governativa. Condizioni usato allo stato del nuovo, eccellente esemplare da collezione, perfetto. Fondamentale opera di riferimento, volume molto ricercato dai collezionisti , rarissimo.
La ferrovia Suzzara-Ferrara è una linea ferroviaria in concessione, ora di proprietà regionale, che collega la cittadina di Suzzara con la città emiliana di Ferrara. La gestione dell’infrastruttura è di compentenza della Ferrovie Emilia Romagna srl, mentre il servizio ferroviario è espletato da Trasporto Passeggeri Emilia-Romagna La ferrovia fu costruita grazie ad un accordo fra le Province di Mantova e di Ferrara. Lo scopo della linea era quello di unire la città estense, posta lungo la ferrovia Padova-Bologna, a Suzzara, situata sulla Mantova-Modena, passando per Poggio Rusco, che a quel tempo era solo una stazione in progetto della costruenda linea Verona-Bologna. I finanziamenti furono ottenuti grazie alla legge 29 luglio 1879, n. 5002, e alla legge 5 giugno 1881. La concessione di costruzione ed esercizio della ferrovia fu affidata alla Provincia di Mantova con regio decreto 17 maggio 1883, n. 1433. L’ente locale subconcesse la prima all’impresa di Pietro Valentini di Mantova e Antonio Mazzorin di Milano, in seguito concessionaria delle tranvie Mantova-Asola e Mantova-Viadana, mentre la seconda fu subconcessa alla Società Anonima Ferrovia Suzzara-Ferrara (FSF)[2], di cui per decenni fino a metà degli anni venti del secolo XX, furono importanti azionisti la casa bancaria Zaccaria Pisa, di Milano, e gli stessi Valentini. L’apertura della ferrovia avvenne in due momenti: il tronco da Suzzara a Sermide fu inaugurato il 1º luglio 1888, mentre il Sermide-Ferrara fu avviato all’esercizio il 22 dicembre dello stesso anno. Il collaudo definitivo si svolse il 30 marzo 1889, mentre l’approvazione ministeriale fu pubblicata il 29 aprile 1895. La linea era armata con rotaie Vignoles da 27 kg/m. Il progetto fu redatto dall’ing. Alessandro Perego, mentre la direzione dei lavori e le modifiche in corso d’opera spettarono all’ing. Giosuè Pensa. Le uniche differenze sostanziali del progetto di massima rispetto a quello effettivamente realizzato si trovano nei passaggi di San Benedetto Po e di Poggio Rusco. Nel primo caso si spostò la ferrovia per consentire la costruzione di una stazione che servisse meglio il centro abitato. Il tronco Schivenoglia – Poggio Rusco – Magnacavallo, invece, fu riformulato nella prospettiva che la cittadina mantovana sarebbe divenuta stazione della Verona – Bologna. Le prime dieci locomotive a vapore furono ordinate dalla Valentini-Mazzolin alla Maffei di Monaco di Baviera; furono suddivise in due gruppi, il primo fu denominato con nomi di città (Belfiore, Ferrara, Mantova, Sermide e Villafranca), mentre quelle del secondo erano indicate con nomi di fiumi (Mincio, Panaro, Po, Reno e Secchia). Svolsero il servizio assieme a 38 carrozze a terrazzini a due assi realizzate dalla Schweizerische Gesellschaft-Industrie (SIG) e decine di carri merci chiusi e aperti.
Il presente volume fa parte della mia collezione personale.









 

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"La Ferrovia Suzzara – Ferrara , Cento anni di storia."
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FERROVIE , TRENI, ANTROPOLOGIA, STORIA CONTEMPORANEA, FOTOGRAFIA, STORIA LOCALE, LIBRI RARI. Brossura morbida a filo figurata a colori, formato in 4° piccolo quadrotto cm. 22 x 24, pagine 218 , sontuoso apparato iconografico. Si tratta del Catalogo uscito in occasione della Mostra-Studio per il ’’Centenario’’ della ferrovia Suzzara-Ferrara. Raggruppa 218 foto d’autore in B/N anche a tutta pagina. Ci sono anche alcune tavole doppie f.t. apribili a colori che riproducono i progetti della locomotiva, la planimetria della linea ed altri dettagli tecnici. In coda al catalogo è stata inclusa una ministoria con protagonista Martin Mystère ambientata a Ferrara: infatti, Alfredo Castelli partecipa al progetto realizzando la quinta storyboard inedita, pubblicata qui senza titolo, ma in futuro ristampata col nome ’’Nostra Signora dei fulmini’’. Anche per le iniziative future nelle quali (come in questo caso) il ’’Detective dell’Impossibile’’ fungerà prevalentemente da ’’testimonial’’, nei racconti prevarrà l’elemento documentaristico, e gli spunti ’’fantastici’’ si ridurranno al minimo indispensabile per rendere la storia tanto fantasiosa quanto realistica. In questo caso lo spunto fantastico è fornito da un accadimento reale [ma non di meno ’’mysterioso’’] che avviene lungo la linea ferroviaria: la frequenza superiore alla media con cui i fulmini si abbattono sul tratto della ferrovia all’altezza di Bondeno. In testa al front.: Centenario della Ferrovia Suzzara Ferrara 1888-1988. In copertina .: La Ferrovia Suzzara-Ferrara, gestione commissariale governativa. Condizioni usato allo stato del nuovo, eccellente esemplare da collezione, perfetto. Fondamentale opera di riferimento, volume molto ricercato dai collezionisti , rarissimo.
La ferrovia Suzzara-Ferrara è una linea ferroviaria in concessione, ora di proprietà regionale, che collega la cittadina di Suzzara con la città emiliana di Ferrara. La gestione dell’infrastruttura è di compentenza della Ferrovie Emilia Romagna srl, mentre il servizio ferroviario è espletato da Trasporto Passeggeri Emilia-Romagna La ferrovia fu costruita grazie ad un accordo fra le Province di Mantova e di Ferrara. Lo scopo della linea era quello di unire la città estense, posta lungo la ferrovia Padova-Bologna, a Suzzara, situata sulla Mantova-Modena, passando per Poggio Rusco, che a quel tempo era solo una stazione in progetto della costruenda linea Verona-Bologna. I finanziamenti furono ottenuti grazie alla legge 29 luglio 1879, n. 5002, e alla legge 5 giugno 1881. La concessione di costruzione ed esercizio della ferrovia fu affidata alla Provincia di Mantova con regio decreto 17 maggio 1883, n. 1433. L’ente locale subconcesse la prima all’impresa di Pietro Valentini di Mantova e Antonio Mazzorin di Milano, in seguito concessionaria delle tranvie Mantova-Asola e Mantova-Viadana, mentre la seconda fu subconcessa alla Società Anonima Ferrovia Suzzara-Ferrara (FSF)[2], di cui per decenni fino a metà degli anni venti del secolo XX, furono importanti azionisti la casa bancaria Zaccaria Pisa, di Milano, e gli stessi Valentini. L’apertura della ferrovia avvenne in due momenti: il tronco da Suzzara a Sermide fu inaugurato il 1º luglio 1888, mentre il Sermide-Ferrara fu avviato all’esercizio il 22 dicembre dello stesso anno. Il collaudo definitivo si svolse il 30 marzo 1889, mentre l’approvazione ministeriale fu pubblicata il 29 aprile 1895. La linea era armata con rotaie Vignoles da 27 kg/m. Il progetto fu redatto dall’ing. Alessandro Perego, mentre la direzione dei lavori e le modifiche in corso d’opera spettarono all’ing. Giosuè Pensa. Le uniche differenze sostanziali del progetto di massima rispetto a quello effettivamente realizzato si trovano nei passaggi di San Benedetto Po e di Poggio Rusco. Nel primo caso si spostò la ferrovia per consentire la costruzione di una stazione che servisse meglio il centro abitato. Il tronco Schivenoglia – Poggio Rusco – Magnacavallo, invece, fu riformulato nella prospettiva che la cittadina mantovana sarebbe divenuta stazione della Verona – Bologna. Le prime dieci locomotive a vapore furono ordinate dalla Valentini-Mazzolin alla Maffei di Monaco di Baviera; furono suddivise in due gruppi, il primo fu denominato con nomi di città (Belfiore, Ferrara, Mantova, Sermide e Villafranca), mentre quelle del secondo erano indicate con nomi di fiumi (Mincio, Panaro, Po, Reno e Secchia). Svolsero il servizio assieme a 38 carrozze a terrazzini a due assi realizzate dalla Schweizerische Gesellschaft-Industrie (SIG) e decine di carri merci chiusi e aperti.
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Aggiornato al 13 giugno 2014

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