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Poesie e Poemetti 1946 – 66

 

Poesie e Poemetti 1946 – 66
 

Autore: Volponi Paolo , a cura di Gualtiero de Santi
Editore: Giulio Einaudi editore - Torino
Anno:1980 Prima edizione
Collana: Supercoralli
Condizioni: COME NUOVO
Categoria: POESIA CONTEMPORANEA REALISMO NOVECENTO PAOLO VOLPONI PRIME EDIZIONI
ID titolo:55246382

"Poesie e Poemetti 1946 – 66" è in vendita da giovedì 6 settembre 2018 alle 13:41 in provincia di Parma

Note su "Poesie e Poemetti 1946 – 66":
Paolo Volponi (Urbino, 6 febbraio 1924 – Ancona, 23 agosto 1994) è stato uno scrittore, poeta e politico italiano, senatore della Repubblica Italiana nel corso di due legislature. Si laurea in Giurisprudenza nel 1947. Viene poi assunto dall’azienda Olivetti, dove svolge cariche dirigenziali e inchieste in ambito sociale. Nel 1956 viene promosso a direttore dei servizi sociali della Olivetti, posto che occuperà fino al 1971. ‹‹Passione morale e vocazione politica›› sono per Volponi i connotati salienti di un binomio arte-vita, e quindi di una scelta letteraria, che ha saputo evidenziare verità, contraddizioni e problemi del mondo contemporaneo.
Le poesie e i poemetti di questa opera sono stati scelti dalla produzione poetica dell’inizio e della prima attività di Paolo Volponi lungo l’arco degli anni tra il 1946 e il 1966. Una parte, raccolta sotto il titolo «Le Porte dell’Appennino» , fu pubblicata da Feltrinelli nel 1960 e vinse il Premio, Viareggio di quell’anno. Da allora Volponi non ha più pubblicato poesie se non in rivista o in edizioni cosiddette d’arte, a tiratura limitata. Questa produzione ha quindi del tutto integro il pregio della novità, anche perché le diverse antologie di poesia pubblicate nel corso degli ultimi anni e tutti i nuovi larghi dibattiti e letture che di recente si sono tenuti nelle sedi piú svariate non hanno prestato attenzione all’opera in versi di Volponi. D’altra parte leggendo questa raccolta si penetra un nucleo poetico originale e vivo, che malgrado la lontananza non è fievole né restituito. La sua lingua, per le durezze paratattiche, per gli accumuli semantici come per le sottrazioni ansiose e per le vibrazioni delle immagini, riesce a sostenersi sopra le pozze del sentimento e delle indulgenze regressive e anche sopra le vedute e i confini del paesaggio di genere. La lingua avanza dentro uno schema metrico diretto, cantato, adattabile alle aperture dei verbi all’infinito e alle cadenze di quelli indicativi o imperativi, fino a consolidarsi come una vera e propria corrente morale. Tanto che da quella lontananza la poesia si distacca, bruciandone il simulacro biografico e regionale, e riattivandone un tempo ordinato, le fasi di una crisi individuale e sociale in dibattito con la storia. ’’Poesia’’ del confronto serrato, spesso lacerante tra sogno e realtà, tra mondo industriale e paesaggio appenninico, tra linguaggio dirigenziale e alfabeto lunare, tra rabbiose dolcezze e implacate rivolte. La scrittura lirica diviene una sorta di controcanto, di diario interiore: coglie e compone frammenti di realtà inaccessibili al romanzo, benché poggi sulle sue stesse tensioni. Come i romanzi, anche la poesia di Volponi tende ad allargare gli spazi della coscienza, ovvero a rompere i limiti della realtà attraverso aperture oniriche e visionarie: immagini di un mondo di contraddizioni violente e sempre aperte. La rappresentazione introduce nella scena dell’Io diviso. Ne consegue il sistematico rifiuto dell’idillio, così come di una forma di comunicazione esclusivamente letteraria. Timbri editoriali Einaudi ’’ seconda scelta’’.
Legatura editoriale tutta tela di color celeste con titoli e fregio al dorso, sovraccoperta figurata color seppia , formato in 8° cm. 14 x 22,5 , pagine 209. Condizioni usato allo stato del nuovo, eccellente esemplare da collezione, perfetto. Opera in Prima edizione di difficile reperibilità, non comune.
Il presente volume fa parte della mia collezione personale.




 

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"Poesie e Poemetti 1946 – 66"
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POESIA CONTEMPORANEA REALISMO NOVECENTO PAOLO VOLPONI PRIME EDIZIONI. Paolo Volponi (Urbino, 6 febbraio 1924 – Ancona, 23 agosto 1994) è stato uno scrittore, poeta e politico italiano, senatore della Repubblica Italiana nel corso di due legislature. Si laurea in Giurisprudenza nel 1947. Viene poi assunto dall’azienda Olivetti, dove svolge cariche dirigenziali e inchieste in ambito sociale. Nel 1956 viene promosso a direttore dei servizi sociali della Olivetti, posto che occuperà fino al 1971. ‹‹Passione morale e vocazione politica›› sono per Volponi i connotati salienti di un binomio arte-vita, e quindi di una scelta letteraria, che ha saputo evidenziare verità, contraddizioni e problemi del mondo contemporaneo.
Le poesie e i poemetti di questa opera sono stati scelti dalla produzione poetica dell’inizio e della prima attività di Paolo Volponi lungo l’arco degli anni tra il 1946 e il 1966. Una parte, raccolta sotto il titolo «Le Porte dell’Appennino» , fu pubblicata da Feltrinelli nel 1960 e vinse il Premio, Viareggio di quell’anno. Da allora Volponi non ha più pubblicato poesie se non in rivista o in edizioni cosiddette d’arte, a tiratura limitata. Questa produzione ha quindi del tutto integro il pregio della novità, anche perché le diverse antologie di poesia pubblicate nel corso degli ultimi anni e tutti i nuovi larghi dibattiti e letture che di recente si sono tenuti nelle sedi piú svariate non hanno prestato attenzione all’opera in versi di Volponi. D’altra parte leggendo questa raccolta si penetra un nucleo poetico originale e vivo, che malgrado la lontananza non è fievole né restituito. La sua lingua, per le durezze paratattiche, per gli accumuli semantici come per le sottrazioni ansiose e per le vibrazioni delle immagini, riesce a sostenersi sopra le pozze del sentimento e delle indulgenze regressive e anche sopra le vedute e i confini del paesaggio di genere. La lingua avanza dentro uno schema metrico diretto, cantato, adattabile alle aperture dei verbi all’infinito e alle cadenze di quelli indicativi o imperativi, fino a consolidarsi come una vera e propria corrente morale. Tanto che da quella lontananza la poesia si distacca, bruciandone il simulacro biografico e regionale, e riattivandone un tempo ordinato, le fasi di una crisi individuale e sociale in dibattito con la storia. ’’Poesia’’ del confronto serrato, spesso lacerante tra sogno e realtà, tra mondo industriale e paesaggio appenninico, tra linguaggio dirigenziale e alfabeto lunare, tra rabbiose dolcezze e implacate rivolte. La scrittura lirica diviene una sorta di controcanto, di diario interiore: coglie e compone frammenti di realtà inaccessibili al romanzo, benché poggi sulle sue stesse tensioni. Come i romanzi, anche la poesia di Volponi tende ad allargare gli spazi della coscienza, ovvero a rompere i limiti della realtà attraverso aperture oniriche e visionarie: immagini di un mondo di contraddizioni violente e sempre aperte. La rappresentazione introduce nella scena dell’Io diviso. Ne consegue il sistematico rifiuto dell’idillio, così come di una forma di comunicazione esclusivamente letteraria. Timbri editoriali Einaudi ’’ seconda scelta’’.
Legatura editoriale tutta tela di color celeste con titoli e fregio al dorso, sovraccoperta figurata color seppia , formato in 8° cm. 14 x 22,5 , pagine 209. Condizioni usato allo stato del nuovo, eccellente esemplare da collezione, perfetto. Opera in Prima edizione di difficile reperibilità, non comune.
Il presente volume fa parte della mia collezione personale.



 

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D.LGS 205/2006 - D.LGS 21/2014
Aggiornato al 13 giugno 2014

Articolo 3
Definizioni

1. Ai fini del presente codice ove non diversamente previsto, si intende per :
a) consumatore o utente: la persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta ;
...
c) professionista: la persona fisica o giuridica che agisce nell'esercizio della propria attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale, ovvero un suo intermediario;

Articolo 63
Passaggio del rischio
1. Nei contratti che pongono a carico del professionista l’obbligo di provvedere alla spedizione dei beni il rischio della perdita o del danneggiamento dei beni, per causa non imputabile al venditore, si trasferisce al consumatore soltanto nel momento in cui quest’ultimo, o un terzo da lui designato e diverso dal vettore, entra materialmente in possesso dei beni.
2. Tuttavia, il rischio si trasferisce al consumatore gia’ nel momento della consegna del bene al vettore qualora quest’ultimo sia stato scelto dal consumatore e tale scelta non sia stata proposta dal professionista, fatti salvi i diritti del consumatore nei confronti del vettore.

gazzettaufficiale.it
Codiceconsumo.pdf

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