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Armi Bianche Italiane

 

Armi Bianche Italiane
 

Autore: Lionello G. Boccia e Eduardo T. Coelho
Editore: Bramante editrice ( edizione fuori commercio per conto della Mamoli Spa – Milano)
Anno:1975 – Milano – edizione numerata ( esemplare n. 722 )
Collana: Arte e Tecnica ( Collana enciclopedica delle Arti Applicate)
Condizioni: COME NUOVO
Categoria: ARMI BIANCHE MILITARIA ITALIA PRIME EDIZIONI EDIZIONE NUMERATA LIBRI RARI
ID titolo:55007944

"Armi Bianche Italiane" è in vendita da mercoledì 29 agosto 2018 alle 13:36 in provincia di Parma

Note su "Armi Bianche Italiane":
L’Opera offre un attento quadro complessivo sulla produzione Italiana d’armi bianche fra il XII e il XIX secolo. L’opera, essenziale per i suoi riferimenti storico-critici e tecnici, illustra al tempo stesso i diversi tipi di armi bianche - dalle spade alle daghe alle storte, dalle cinque dee ai pugnali, dalle schiavone agli spadoni, dalle alabarde alle partigiane agli spiedi, dalle mazze ai martelli d’arme -, ciascuno secondo il particolare sviluppo avuto nel nostro paese.
L’arma bianca (rientra nella categoria delle armi proprie) indica tutte quelle armi la cui destinazione, a differenza delle ’armi improprie’, è l’offesa alla persona, che si usano mediante l’energia e l’abilità dell’uomo e che provocano ferite per mezzo di punte (come pugnali e baionette), forme contundenti (come manganelli e arieti) o lame di metallo (come spade e sciabole); quelle che lanciano oggetti bellici (come archi, balestre, cerbottane e catapulte), e quelle che fungono da difesa da esse (come scudi, spray antiaggressione e armature). La locuzione deriverebbe dal bianco riflesso del sole sopra le superfici metalliche da parte di queste armi. Esso trova origine in tempi remoti, quando si volle indicare il passaggio tecnologico dalle lame di pietra, rame, bronzo e ferro, a quelle molto più efficienti in acciaio, che in confronto apparivano, appunto, di colore bianco. Tale termine non figura in nessun testo giuridico e come tale non è adatto a definire correttamente questa categoria di armi.
Secondo alcuni sono dette armi bianche le armi che non provocano rumore. Per altri, si possono definire come gli strumenti atti ad offendere e che sfruttano solo la forza del combattente. Oppure si possono definire come tutte le armi in metallo che non siano armi da fuoco. Si possono suddividere le armi bianche secondo la dimensione: armi corte da mano, armi lunghe da mano e armi inastate, ad esempio:
•Le armi bianche corte da mano sono occultabili e generalmente non superano la trentina di centimetri: in questa categoria si possono catalogare i coltelli, i pugnali, gli stiletti, le daghe corte, le accette da lancio.
•Le armi bianche lunghe da mano erano le tipiche armi individuali da guerra, da usare a corta distanza, che precedettero le armi da fuoco: spade, sciabole, katane, asce da guerra ecc.
•Sono armi bianche inastate o immanicate, quelle munite di un manico lungo da due a più metri che aumenta il raggio d’azione delle armi stesse.
Inoltre possono essere divise pure a seconda del fine per cui sono state costruite, quindi in:
•Armi da lancio, create al fine di poter essere scagliate da una corta distanza contro l’avversario, in caso di necessità, (ad esempio i giavellotti e certi tipi di accetta, come il tomahawk);
•Armi da botta e ne sono tipici rappresentanti i bastoni, i martelli, le mazze, le clave. Infatti, queste sono armi da offesa, con manico più o meno lungo atte a ferire, ammaccare, contundere mediante percossa;
•Armi da taglio e ne sono tipici rappresentanti le spade, i coltelli, le sciabole e le asce, infatti tali armi sono finalizzate a tagliare;
•Armi da punta, finalizzate nel colpire di punta il bersaglio, come i pugnali o le lance, le picche e le baionette: a questo scopo, alcune armi da punta non prevedono nemmeno la presenza del filo sulla lama, ma hanno solamente la punta acuminata necessaria per penetrare e/o sfondare (come alcuni stiletti, i fioretti, i centodieci, il becco di corvo);
•Armi da tiro che lanciano a grandi distanze (come la balestra e l’arco) oggetti bellici (frecce, quadrella...)
•Armi da difesa che difendono da colpi di armi bianche, come armature, scudi e cimieri.
•Le Armi morbide sono tutte le armi pieghevoli o snodate, come il Chigiriki ed il Jiu jie bian.
Elegante tela editoriale color canapa con disegno e titoli al piatto e dorso di color marrone, sovraccoperta illustrata a colori, astuccio muto in cartone. Formato in 4° grande cm. 27,5 x 32,5 , pagine 32 di testo , larga marginatura. Imponente apparato iconografico : Ottocento tavole fotografiche a colori e b/n f/t numerate con esaustive didascalie, carta patinata, anche a piena pagina. Gli autori hanno accuratamente scelto i pezzi più rappresentativi della produzione italiana nei secoli dal XII al XIX in modo da offrire al lettore un quadro complessivo di riferimenti storico-critici e tecnici, e al tempo stesso, di illustrare adeguatamente i diversi tipi di armi bianche. Accanto a questa ricchissima rappresentazione, ricca di dettagli e di ingrandimenti, è¨ presente una schedatura esemplare, con largo materiale d’archivio e notevole documentazione di marche e iscrizioni. Condizioni usato allo stato del nuovo, eccezionale esemplare da collezione , perfetto. Volume raro e molto ricercato, fondamentale e unica opera di riferimento. Eccezionale esemplare da collezione.
’’Probably the best book ever published on early Italian edged weapons, this long out-of-print work by Lionello Boccia and Eduardo Coelho is the gold standard for reference works on early edged weapons. Hard cover, measuring 12 5/8 by 10 5/8 and nearly 2 thick, 462 pages, published in 1975; featuring hundreds of black and white and color photographs of swords, daggers, and polearms from the 12th Century to the 18th Century. Includes section with detailed description and maker’s marks for each photograph. Nearly 800 pieces are photographed and described, including provenance. Italian text’’.
Il presente volume fa parte della mia collezione personale.


 

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"Armi Bianche Italiane"
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Informazioni sul venditore:
ARMI BIANCHE MILITARIA ITALIA PRIME EDIZIONI EDIZIONE NUMERATA LIBRI RARI. L’Opera offre un attento quadro complessivo sulla produzione Italiana d’armi bianche fra il XII e il XIX secolo. L’opera, essenziale per i suoi riferimenti storico-critici e tecnici, illustra al tempo stesso i diversi tipi di armi bianche - dalle spade alle daghe alle storte, dalle cinque dee ai pugnali, dalle schiavone agli spadoni, dalle alabarde alle partigiane agli spiedi, dalle mazze ai martelli d’arme -, ciascuno secondo il particolare sviluppo avuto nel nostro paese.
L’arma bianca (rientra nella categoria delle armi proprie) indica tutte quelle armi la cui destinazione, a differenza delle ’armi improprie’, è l’offesa alla persona, che si usano mediante l’energia e l’abilità dell’uomo e che provocano ferite per mezzo di punte (come pugnali e baionette), forme contundenti (come manganelli e arieti) o lame di metallo (come spade e sciabole); quelle che lanciano oggetti bellici (come archi, balestre, cerbottane e catapulte), e quelle che fungono da difesa da esse (come scudi, spray antiaggressione e armature). La locuzione deriverebbe dal bianco riflesso del sole sopra le superfici metalliche da parte di queste armi. Esso trova origine in tempi remoti, quando si volle indicare il passaggio tecnologico dalle lame di pietra, rame, bronzo e ferro, a quelle molto più efficienti in acciaio, che in confronto apparivano, appunto, di colore bianco. Tale termine non figura in nessun testo giuridico e come tale non è adatto a definire correttamente questa categoria di armi.
Secondo alcuni sono dette armi bianche le armi che non provocano rumore. Per altri, si possono definire come gli strumenti atti ad offendere e che sfruttano solo la forza del combattente. Oppure si possono definire come tutte le armi in metallo che non siano armi da fuoco. Si possono suddividere le armi bianche secondo la dimensione: armi corte da mano, armi lunghe da mano e armi inastate, ad esempio:
•Le armi bianche corte da mano sono occultabili e generalmente non superano la trentina di centimetri: in questa categoria si possono catalogare i coltelli, i pugnali, gli stiletti, le daghe corte, le accette da lancio.
•Le armi bianche lunghe da mano erano le tipiche armi individuali da guerra, da usare a corta distanza, che precedettero le armi da fuoco: spade, sciabole, katane, asce da guerra ecc.
•Sono armi bianche inastate o immanicate, quelle munite di un manico lungo da due a più metri che aumenta il raggio d’azione delle armi stesse.
Inoltre possono essere divise pure a seconda del fine per cui sono state costruite, quindi in:
•Armi da lancio, create al fine di poter essere scagliate da una corta distanza contro l’avversario, in caso di necessità, (ad esempio i giavellotti e certi tipi di accetta, come il tomahawk);
•Armi da botta e ne sono tipici rappresentanti i bastoni, i martelli, le mazze, le clave. Infatti, queste sono armi da offesa, con manico più o meno lungo atte a ferire, ammaccare, contundere mediante percossa;
•Armi da taglio e ne sono tipici rappresentanti le spade, i coltelli, le sciabole e le asce, infatti tali armi sono finalizzate a tagliare;
•Armi da punta, finalizzate nel colpire di punta il bersaglio, come i pugnali o le lance, le picche e le baionette: a questo scopo, alcune armi da punta non prevedono nemmeno la presenza del filo sulla lama, ma hanno solamente la punta acuminata necessaria per penetrare e/o sfondare (come alcuni stiletti, i fioretti, i centodieci, il becco di corvo);
•Armi da tiro che lanciano a grandi distanze (come la balestra e l’arco) oggetti bellici (frecce, quadrella...)
•Armi da difesa che difendono da colpi di armi bianche, come armature, scudi e cimieri.
•Le Armi morbide sono tutte le armi pieghevoli o snodate, come il Chigiriki ed il Jiu jie bian.
Elegante tela editoriale color canapa con disegno e titoli al piatto e dorso di color marrone, sovraccoperta illustrata a colori, astuccio muto in cartone. Formato in 4° grande cm. 27,5 x 32,5 , pagine 32 di testo , larga marginatura. Imponente apparato iconografico : Ottocento tavole fotografiche a colori e b/n f/t numerate con esaustive didascalie, carta patinata, anche a piena pagina. Gli autori hanno accuratamente scelto i pezzi più rappresentativi della produzione italiana nei secoli dal XII al XIX in modo da offrire al lettore un quadro complessivo di riferimenti storico-critici e tecnici, e al tempo stesso, di illustrare adeguatamente i diversi tipi di armi bianche. Accanto a questa ricchissima rappresentazione, ricca di dettagli e di ingrandimenti, è¨ presente una schedatura esemplare, con largo materiale d’archivio e notevole documentazione di marche e iscrizioni. Condizioni usato allo stato del nuovo, eccezionale esemplare da collezione , perfetto. Volume raro e molto ricercato, fondamentale e unica opera di riferimento. Eccezionale esemplare da collezione.
’’Probably the best book ever published on early Italian edged weapons, this long out-of-print work by Lionello Boccia and Eduardo Coelho is the gold standard for reference works on early edged weapons. Hard cover, measuring 12 5/8 by 10 5/8 and nearly 2 thick, 462 pages, published in 1975; featuring hundreds of black and white and color photographs of swords, daggers, and polearms from the 12th Century to the 18th Century. Includes section with detailed description and maker’s marks for each photograph. Nearly 800 pieces are photographed and described, including provenance. Italian text’’.
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Aggiornato al 13 giugno 2014

Articolo 3
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...
c) professionista: la persona fisica o giuridica che agisce nell'esercizio della propria attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale, ovvero un suo intermediario;

Articolo 63
Passaggio del rischio
1. Nei contratti che pongono a carico del professionista l’obbligo di provvedere alla spedizione dei beni il rischio della perdita o del danneggiamento dei beni, per causa non imputabile al venditore, si trasferisce al consumatore soltanto nel momento in cui quest’ultimo, o un terzo da lui designato e diverso dal vettore, entra materialmente in possesso dei beni.
2. Tuttavia, il rischio si trasferisce al consumatore gia’ nel momento della consegna del bene al vettore qualora quest’ultimo sia stato scelto dal consumatore e tale scelta non sia stata proposta dal professionista, fatti salvi i diritti del consumatore nei confronti del vettore.

gazzettaufficiale.it
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