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Non si ricordano più: le poesie

 

Non si ricordano più: le poesie
 

Autore: Gian Carlo Conti, introduzione a cura di Paolo Lagazzi
Editore: Ugo Guanda editore – Parma
Anno:Prima edizione in questa collana : Ottobre 1991
Collana: Quaderni della Fenice
Condizioni: OTTIME CONDIZIONI
Categoria: POESIA DEL NOVECENTO GIAN CARLO CONTI ATTILIO BERTOLUCCI PARMA
ID titolo:52853121

"Non si ricordano più: le poesie" è in vendita da mercoledì 20 giugno 2018 alle 14:16 in provincia di Parma

Note su "Non si ricordano più: le poesie":
Gian Carlo Conti nasce nel 1928 a Piacenza, ma vive fin da ragazzo a Parma. Frequenta il liceo Romagnosi, dove è allievo di Attilio Bertolucci, e si laurea all’Università di Bologna. Collabora a riviste e pagine letterarie locali e nazionali, tra cui il ’’Raccoglitore’’, ’’Botteghe Oscure’’ e ’’Palatina’’. Critico cinematografico e traduttore, in vita pubblica una sola raccolta di poesie, intitolata Il ’’profumo dei tigli’’ (Sciascia, 1956). Postume usciranno due raccolte di poesie : Chiudere gli occhi (Comune di Parma, 1984) e Non si ricordano più (Guanda, 1991), entrambe a cura di Giorgio Cusatelli e Paolo Lagazzi, e un romanzo ’’I briganti neri’’ (Guanda, 1996), rimasto inedito tra le carte del poeta. Gian Carlo Conti muore a Parma nel gennaio del 1983. Tra i diversi poeti giunti a esprimersi a Parma nel dopoguerra, sulla scia di Attilio Bertolucci, Gian Carlo Conti è il solo vero allievo (in senso stretto ’’di bottega’’) del maestro della ’’Capanna indiana’’: eppure è anche - paradossalmente - il più libero. Poche voci come quella di Conti ci appaiono tanto ricche di leggerezza; poche Myricae come le sue sanno essere, nella loro umiltà, così preziose. Morbidamente stampate sul fondo friabile e granoso della memoria - quasi foto d’album virate in oro autunnale o in azzurro marino -, le immmagini più tipiche della maniera di Conti (amici e ragazze tra campi e colline, tra interni, giardini e vie di città) ci attraggono e ci eludono come presenze vive, e come fantasmi illusori e struggenti del tempo. Ciò che una buona parte del canzoniere di Conti mette in scena è soprattutto, in questo senso, un processo sottile di condensazione calorica e di espansione variopinta dell’immaginario: una ricerca di occasioni vitali da coltivare nel miracolo della loro fragilità, e di cui nutrire i versi fino (quasi) allo sfinimento, alla consunzione per eccesso di dolcezza. Niente di crepuscolare è in questo bisogno, e in questo sfinimento - bensì una vera vocazione estatica: l’intuizione che solo una lingua capace di abbandonarsi al ritmo naturale delle cose, generosamente e senza riserve, possa dire il profumo più segreto dei giorni. La’’ poetica’’ di Conti , segnata dalla morte precoce della madre, citata da diversi suoi critici, da Pasolini a Macrì, da Cusatelli a Lagazzi , ricorda il poeta come uomo di profonda cultura e grande lettore di classici, capace di assimilare temi, sintassi e metrica dai grandi, anche del passato (da Petrarca a Leopardi, da Bertolucci a Bassani), restituendoli tuttavia con parole sue, ’’con parole vive’’. La natura, la città e la provincia di Parma fanno da sfondo e pretesto ai suoi sentimenti permeati di accesa sensualità e quasi sempre venati da malinconia e inquietudine. Molto intensi e riusciti i versi dedicati alla famiglia d’origine, alla malattia e alla morte del padre, colpevole di essere stato assente dalla sua vita; serenità e quiete si avvertono invece nell’amore maturo e nella felicità di affetti provati in età avanzata.
Brossura morbida con bandelle figurata a colori, cucito, formato in 8° cm12 x 20, pagine 150 (8), fuori catalogo. Questo volume riprende le edizioni originali di due libri ’’Profumo dei tigli’’ e ’’Chiudere gli occhi’’. Condizioni usato, normali segni del tempo, nel complesso ottimo esemplare da collezione. Volume non comune, di non facile reperibilità.
Il presente volume fa parte della mia collezione personale.






 

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POESIA DEL NOVECENTO GIAN CARLO CONTI ATTILIO BERTOLUCCI PARMA. Gian Carlo Conti nasce nel 1928 a Piacenza, ma vive fin da ragazzo a Parma. Frequenta il liceo Romagnosi, dove è allievo di Attilio Bertolucci, e si laurea all’Università di Bologna. Collabora a riviste e pagine letterarie locali e nazionali, tra cui il ’’Raccoglitore’’, ’’Botteghe Oscure’’ e ’’Palatina’’. Critico cinematografico e traduttore, in vita pubblica una sola raccolta di poesie, intitolata Il ’’profumo dei tigli’’ (Sciascia, 1956). Postume usciranno due raccolte di poesie : Chiudere gli occhi (Comune di Parma, 1984) e Non si ricordano più (Guanda, 1991), entrambe a cura di Giorgio Cusatelli e Paolo Lagazzi, e un romanzo ’’I briganti neri’’ (Guanda, 1996), rimasto inedito tra le carte del poeta. Gian Carlo Conti muore a Parma nel gennaio del 1983. Tra i diversi poeti giunti a esprimersi a Parma nel dopoguerra, sulla scia di Attilio Bertolucci, Gian Carlo Conti è il solo vero allievo (in senso stretto ’’di bottega’’) del maestro della ’’Capanna indiana’’: eppure è anche - paradossalmente - il più libero. Poche voci come quella di Conti ci appaiono tanto ricche di leggerezza; poche Myricae come le sue sanno essere, nella loro umiltà, così preziose. Morbidamente stampate sul fondo friabile e granoso della memoria - quasi foto d’album virate in oro autunnale o in azzurro marino -, le immmagini più tipiche della maniera di Conti (amici e ragazze tra campi e colline, tra interni, giardini e vie di città) ci attraggono e ci eludono come presenze vive, e come fantasmi illusori e struggenti del tempo. Ciò che una buona parte del canzoniere di Conti mette in scena è soprattutto, in questo senso, un processo sottile di condensazione calorica e di espansione variopinta dell’immaginario: una ricerca di occasioni vitali da coltivare nel miracolo della loro fragilità, e di cui nutrire i versi fino (quasi) allo sfinimento, alla consunzione per eccesso di dolcezza. Niente di crepuscolare è in questo bisogno, e in questo sfinimento - bensì una vera vocazione estatica: l’intuizione che solo una lingua capace di abbandonarsi al ritmo naturale delle cose, generosamente e senza riserve, possa dire il profumo più segreto dei giorni. La’’ poetica’’ di Conti , segnata dalla morte precoce della madre, citata da diversi suoi critici, da Pasolini a Macrì, da Cusatelli a Lagazzi , ricorda il poeta come uomo di profonda cultura e grande lettore di classici, capace di assimilare temi, sintassi e metrica dai grandi, anche del passato (da Petrarca a Leopardi, da Bertolucci a Bassani), restituendoli tuttavia con parole sue, ’’con parole vive’’. La natura, la città e la provincia di Parma fanno da sfondo e pretesto ai suoi sentimenti permeati di accesa sensualità e quasi sempre venati da malinconia e inquietudine. Molto intensi e riusciti i versi dedicati alla famiglia d’origine, alla malattia e alla morte del padre, colpevole di essere stato assente dalla sua vita; serenità e quiete si avvertono invece nell’amore maturo e nella felicità di affetti provati in età avanzata.
Brossura morbida con bandelle figurata a colori, cucito, formato in 8° cm12 x 20, pagine 150 (8), fuori catalogo. Questo volume riprende le edizioni originali di due libri ’’Profumo dei tigli’’ e ’’Chiudere gli occhi’’. Condizioni usato, normali segni del tempo, nel complesso ottimo esemplare da collezione. Volume non comune, di non facile reperibilità.
Il presente volume fa parte della mia collezione personale.





 

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D.LGS 205/2006 - D.LGS 21/2014
Aggiornato al 13 giugno 2014

Articolo 3
Definizioni

1. Ai fini del presente codice ove non diversamente previsto, si intende per :
a) consumatore o utente: la persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta ;
...
c) professionista: la persona fisica o giuridica che agisce nell'esercizio della propria attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale, ovvero un suo intermediario;

Articolo 63
Passaggio del rischio
1. Nei contratti che pongono a carico del professionista l’obbligo di provvedere alla spedizione dei beni il rischio della perdita o del danneggiamento dei beni, per causa non imputabile al venditore, si trasferisce al consumatore soltanto nel momento in cui quest’ultimo, o un terzo da lui designato e diverso dal vettore, entra materialmente in possesso dei beni.
2. Tuttavia, il rischio si trasferisce al consumatore gia’ nel momento della consegna del bene al vettore qualora quest’ultimo sia stato scelto dal consumatore e tale scelta non sia stata proposta dal professionista, fatti salvi i diritti del consumatore nei confronti del vettore.

gazzettaufficiale.it
Codiceconsumo.pdf

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