Accedi o Registrati
 
Librifolli - Alessandria
Titolo 
Autore 

 
ricerca avanzata
ricerca multipla


 

ricerca avanzata         ricerca multipla

BIBLIOTECA DI BABELE

Comprovendolibri.it utilizza cookies e tecnologie simili per gestire, migliorare e personalizzare la tua navigazione del sito. Per maggiori informazioni su come utilizzare e gestire i cookies, consulta la nostra Informativa sulla Privacy e l'utilizzo dei cookies.
Chiudendo questa notifica o interagendo con questo sito acconsenti al nostro utilizzo dei cookies
.

chiudi
Comprovendodischi.it



Porta in Alto









 
Misopogon Libri Usati







 

 

 
 
Instant City work in progress -  A.D. ( Architectural Digest)

 

Instant City work in progress - A.D. ( Architectural Digest)
 

Autore: Aa.vv. Studio Archigram
Editore: Architectural Digest ( A.D.)
Anno:1970 November 7/6
Collana: Cover: Instant City collage by Ron Herron
Condizioni: OTTIME CONDIZIONI
Categoria: Architettura Radicale Archigram Instant City Città nomade Città futurista Utopia Antonio Sant’Elia Assoluta rarità
ID titolo:48894334

"Instant City work in progress - A.D. ( Architectural Digest)" è in vendita da lunedì 21 gennaio 2019 alle 21:36 in provincia di Parma

Note su "Instant City work in progress - A.D. ( Architectural Digest)":
« Le definizioni limitate e tradizionali di architettura e dei suoi mezzi hanno oggi perduto in buona parte di validità. Il nostro impegno è rivolto all’ambiente come totalità, e a tutti i mezzi che lo determinano. Alla televisione come al mondo dell’arte, ai mezzi di trasporto come all’abbigliamento, al telefono come all’alloggio. L’ampliamento dell’ambito umano e dei mezzi di determinazione dell’ambiente supera di gran lunga quello del costruito. Oggi praticamente tutto può essere architettura »
Ineguagliabile copia della nota rivista A.D. ( Architectural Digest) di Novembre 1970 con articolo ( pagina 566 - 574 ) del progetto INSTANT CITY dello Studio di architettura ARCHIGRAM di Londra composto da numero 8 facciate a tutta pagina a colori con motivi Pop , futuristi , utopici con esaustive didascalie in toni sfumati di blu , azzurro e rosa raffiguranti , tra gli altri il famoso DIRIGIBILE che approda nei luoghi depressi e inizia ad attivare una serie di funzioni ludico-culturali ( una sorta di modulo sociale) e intriganti pubblicità mobili di Andy Warhol ( BALLONS). Il titolo dell’articolo è: « INSTANT CITY WORK IN PROGRESS - These projects illustrated are still evolving and, fortunately, do not offer conclusions ……….... ». Si tratta probabilmente di una delle prime, se non addirittura la primissima , apparizione mondiale su riviste del settore del famosissimo Progetto INSTANT CITY . Spettacolare la superba copertina ( titolo : Instant city college di Ron Herron - Archigram Aug. 1970) ) che forma con la 4° di copertina , una eccezionale opera grafica in orizzontale ( cm. 44 x 30 ) a tutta pagina in toni sfumati di giallo e blu , veramente un pezzo unico per collezionisti esigenti.
L’ARCHITETTURA RADICALE è un movimento sperimentale che si sviluppa negli anni 1960-1975 circa. La definizione di architettura radicale fu coniata nei primi anni ’70 dal critico Germano Celant per indicare e raccogliere atteggiamenti sperimentali diversi all’interno di un unico fenomeno architettonico. Si riferisce a un generale processo di rifondazione concettuale del campo disciplinare che inizia già nei tardi anni cinquanta del passato secolo con una ricerca di carattere utopico e visionario. È una ricerca che lascia intendere come ormai fosse diffusa l’esigenza di nuove formulazioni teoriche e linguistiche, per una diversa maniera di intendere il rapporto forma/funzione, un condizione fino ad allora necessaria che aveva finito per mortificare la creatività relegando l’architettura in una situazione di arretratezza culturale rispetto alle altre arti. Negli anni ’50, una ricerca ’proto-radicale’ aveva elaborato proposte visionarie di città futuribili usando le nuove tecnologie e prescindendo dalla funzione reale attraverso la dichiarazione di una funzione ‘teorica’. Sono le proposizioni del gruppo londinese degli Archigram ad iniziare questo radicale processo di revisione e rifondazione. Essi infatti, con l’uso di linguaggi derivati dalla cultura dei media, cartoons, coloratissimi collages, riviste/telegrammi (‘archi-grams’) in cui gli scritti si intrecciavano a raffigurazioni pop,demistificando il progetto, trasformano l’architettura in un processo di comunicazione in linea con le caratteristiche di consumismo e massificazione della nuova realtà urbana. In Austria l’ortodossia disciplinare verrà rifiutata in modo ancora più radicale, e verrà rivendicata una ‘architettura assoluta’, ormai svincolata dal conformismo delle funzioni e libera di riconquistare anche valenze emozionali e significati irrazionali. L’affermazione di Hans Hollein che ’tutto è architettura’ (1968) vanificava ogni dibattito interno al campo e legittimava l’annullamento dei confini disciplinari, così che l’architettura poteva servirsi anche di linguaggi apparentemente lontani da quelli del progetto: scritti, performance, body art, installazioni spaziali, filmati, così come design di ambienti e di oggetti, di architetture ‘possibili’.Tra i maggiori esponenti del movimento ricordiamo in Inghilterra, oltre agli Archigram, Cedric Price,Street Farmer, Rem Koolhaas, Elias Zenghelis; in Francia Architecture Principe con Claude Parent e Paul Virilio, in Giappone Arata Isozaki, Kiyonori Kikutake, Kisho Kurokawa; in Austria, oltre a Hans Hollein e Walter Pichler, Raimund Abraham, Coop Himmelb(l)au, Haus-Rucker Co., Missing Link, Frantisek Lesak, Max Peintner, Friedrich St. Florian, Mario Terzic, Zund up; in Italia, oltre a Ettore Sottsass, Archizoom Associati, Superstudio, Ufo e Pettena, Remo Buti, ZZIGGURAT, Cavart, Riccardo Dalisi, Ugo La Pietra, Alessandro Mendini, Gaetano Pesce, Franco Raggi, Strum, Studiodada Associati, Zziggurat, Gruppo 9999; negli USA Emilio Ambasz, Ant Farm, Peter Eisenman, John Hejduk, Onyx, Site.
ARCHIGRAM è stato un gruppo di avanguardia architettonica formatosi negli anni sessanta del Novecento, con sede presso l’ Architectural Association di Londra. Si possono definire futuristi, anti-eroi e pro-consumismo, traendo ispirazione dalla tecnologia al fine di creare una nuova realtà che è stata espressa unicamente attraverso progetti. I principali membri del gruppo sono stati Peter Cook, Warren Chalk, Ron Herron, Mike Webb e David Greene. Il manifesto Archigram è stato stilato nel 1961 a proclamare le proprie idee. Impegnata a favore di un’alta tecnologia, peso leggero, approccio infra-strutturale che è stato focalizzato verso la tecnologia di sopravvivenza, il gruppo ha sperimentato tutto questo adoperando una tecnologia modulare, la mobilità attraverso l’ambiente, lo spazio e capsule di massa dei consumatori di immagini. Le loro opere offrono una seducente visione di un futuro glamour dell’età delle macchinee, tuttavia le questioni sociali e ambientali sono rimaste immutate. Archigram agitò il modernismo per evitare di diventare una sterile e sicura ortodossia dai suoi aderenti. A differenza di Ephemeralisation di Buckminster Fuller, che vuole fare di più con meno materiale possibile (perché il materiale è finito), Archigram si basa su un futuro di interminabili risorse. Anticipatori di quelle tematiche che verranno poi sistematizzate dagli Archigram sono soprattutto Yona Friedman e Buckminster Fuller, senza dimenticare la macchina dinamica di Sant’Elia , i loro studi sono serviti come fonte di ispirazione per architetti come Norman Foster, Steven Holl, Future Systems, Renzo Piano e Richard Rogers, come nell’high-tech Centre Pompidou del 1971
INSTANT CITY ( 1968-1970 ), progetto di città nomade, è il culmine di un approccio architettonico avviato da Archigram con Plug-in-City (1964). L’architettura scompare, lasciando il posto all’immagine, all’evento, all’audiovisivo, ai gadget e ad altri simulatori ambientali. Instant City sviluppa l’idea di una metropoli itinerante, un pacchetto che si infiltra temporaneamente in una comunità. Questa città sovrappone, per un momento, nuovi spazi di comunicazione a una città esistente: un ambiente audiovisivo (parole e immagini proiettate su schermi sospesi) è associato a oggetti in movimento (dirigibili con tende sospese, capsule e case mobili) e oggetti tecnologici (gru a cavalletto, raffinerie, robot) per creare una città di consumo di informazioni, destinata a una popolazione in movimento. Come la prima fase di una rete di informazione, formazione, ricreazione e attrezzature, Instant City viene consegnata alle aree periferiche che circondano una metropoli da un team di veicoli fuoristrada ed elicotteri.Pertanto, la comunità locale è integrata nella comunità metropolitana. Questa idea di infiltrazione mira ad essere complementare, piuttosto che estraneo, alle comunità che vengono visitate. Successivamente, i veicoli saranno trasformati in dirigibili. Instant City è una città istantanea che arriva in un sito, crea un evento e poi scompare, il che significa che l’architettura potrebbe non essere la costruzione e solo l’evento, l’azione nel tempo presente , non ha una forma fissa, nessuna condizione preliminare.Essa testimonia una rappresentazione impossibile, quella di una città che non ha esistenza in sé, che è solo un incidente nel tempo e nello spazio.Dialettica tra permanente e transitoria, mobile ed effimera, Instant City incarna l’utopia di un’architettura liberata da ogni ancoraggio, una città volante e aerea e trasforma l’architettura in una situazione, in un ambiente reattivo.L’architettura è sia un oggetto di consumo sia un ambiente artificiale.
Brossura originale figurata a colori ( di Ron Herron) , formato in 4° cm. 22 x 30 , pagine totali 56 ( 538 - 594) , numerose illustrazioni in b/n e 8 pagine a colori ( sfumature blu - azzurre- rosa dell’articolo Instant city ) , condizioni usato, normali segni del tempo, nessuna mancanza, nessun evidente difetto, nel complesso eccellente esemplare.
Altri articoli all’interno della rivista : Cosmorama - Polytechnic of Central London - Pimlico Secondary School , London - Caroline , go to Canvas city - Housing, Masbro Road London Middx, Housing, Hillingdon Road London Middx - Buildings and projects - Sector : The ideal communist city , Irvine new-town centre , The future city , LUCIO COSTA plan for Rio de Janiero - Designs.
Assoluta rarità per collezionisti esigenti .
Naturalmente sono a completa disposizione per inviare foto relative agli splendidi disegni a tutta pagina Pop-Futuristi dell’articolo - Instant city work in progress - .
Il presente volume fa parte della mia collezione personale.




 

Cerca il titolo su

           

 

Chiedi un contatto per avere informazioni o eventuale acquisto del libro:
"Instant City work in progress - A.D. ( Architectural Digest)"
Utente verificato paolopr64 Telefono disponibile
vende "Instant City work in progress - A.D. ( Architectural Digest)"  di Aa.vv. Studio Archigram in provincia di Parma

Segui     Controlla le segnalazioni

Ha utilizzato Comprovendolibri 2 giorni fa.

feedback positivi 91 positivi    

feedback positivi 91 positivi

Vedi tutti i Feedback

Tempo medio di risposta del venditore: entro 5 ore  (calcolato su 79 compravendite)

Informazioni sul venditore:
Architettura Radicale Archigram Instant City Città nomade Città futurista Utopia Antonio Sant’Elia Assoluta rarità. « Le definizioni limitate e tradizionali di architettura e dei suoi mezzi hanno oggi perduto in buona parte di validità. Il nostro impegno è rivolto all’ambiente come totalità, e a tutti i mezzi che lo determinano. Alla televisione come al mondo dell’arte, ai mezzi di trasporto come all’abbigliamento, al telefono come all’alloggio. L’ampliamento dell’ambito umano e dei mezzi di determinazione dell’ambiente supera di gran lunga quello del costruito. Oggi praticamente tutto può essere architettura »
Ineguagliabile copia della nota rivista A.D. ( Architectural Digest) di Novembre 1970 con articolo ( pagina 566 - 574 ) del progetto INSTANT CITY dello Studio di architettura ARCHIGRAM di Londra composto da numero 8 facciate a tutta pagina a colori con motivi Pop , futuristi , utopici con esaustive didascalie in toni sfumati di blu , azzurro e rosa raffiguranti , tra gli altri il famoso DIRIGIBILE che approda nei luoghi depressi e inizia ad attivare una serie di funzioni ludico-culturali ( una sorta di modulo sociale) e intriganti pubblicità mobili di Andy Warhol ( BALLONS). Il titolo dell’articolo è: « INSTANT CITY WORK IN PROGRESS - These projects illustrated are still evolving and, fortunately, do not offer conclusions ……….... ». Si tratta probabilmente di una delle prime, se non addirittura la primissima , apparizione mondiale su riviste del settore del famosissimo Progetto INSTANT CITY . Spettacolare la superba copertina ( titolo : Instant city college di Ron Herron - Archigram Aug. 1970) ) che forma con la 4° di copertina , una eccezionale opera grafica in orizzontale ( cm. 44 x 30 ) a tutta pagina in toni sfumati di giallo e blu , veramente un pezzo unico per collezionisti esigenti.
L’ARCHITETTURA RADICALE è un movimento sperimentale che si sviluppa negli anni 1960-1975 circa. La definizione di architettura radicale fu coniata nei primi anni ’70 dal critico Germano Celant per indicare e raccogliere atteggiamenti sperimentali diversi all’interno di un unico fenomeno architettonico. Si riferisce a un generale processo di rifondazione concettuale del campo disciplinare che inizia già nei tardi anni cinquanta del passato secolo con una ricerca di carattere utopico e visionario. È una ricerca che lascia intendere come ormai fosse diffusa l’esigenza di nuove formulazioni teoriche e linguistiche, per una diversa maniera di intendere il rapporto forma/funzione, un condizione fino ad allora necessaria che aveva finito per mortificare la creatività relegando l’architettura in una situazione di arretratezza culturale rispetto alle altre arti. Negli anni ’50, una ricerca ’proto-radicale’ aveva elaborato proposte visionarie di città futuribili usando le nuove tecnologie e prescindendo dalla funzione reale attraverso la dichiarazione di una funzione ‘teorica’. Sono le proposizioni del gruppo londinese degli Archigram ad iniziare questo radicale processo di revisione e rifondazione. Essi infatti, con l’uso di linguaggi derivati dalla cultura dei media, cartoons, coloratissimi collages, riviste/telegrammi (‘archi-grams’) in cui gli scritti si intrecciavano a raffigurazioni pop,demistificando il progetto, trasformano l’architettura in un processo di comunicazione in linea con le caratteristiche di consumismo e massificazione della nuova realtà urbana. In Austria l’ortodossia disciplinare verrà rifiutata in modo ancora più radicale, e verrà rivendicata una ‘architettura assoluta’, ormai svincolata dal conformismo delle funzioni e libera di riconquistare anche valenze emozionali e significati irrazionali. L’affermazione di Hans Hollein che ’tutto è architettura’ (1968) vanificava ogni dibattito interno al campo e legittimava l’annullamento dei confini disciplinari, così che l’architettura poteva servirsi anche di linguaggi apparentemente lontani da quelli del progetto: scritti, performance, body art, installazioni spaziali, filmati, così come design di ambienti e di oggetti, di architetture ‘possibili’.Tra i maggiori esponenti del movimento ricordiamo in Inghilterra, oltre agli Archigram, Cedric Price,Street Farmer, Rem Koolhaas, Elias Zenghelis; in Francia Architecture Principe con Claude Parent e Paul Virilio, in Giappone Arata Isozaki, Kiyonori Kikutake, Kisho Kurokawa; in Austria, oltre a Hans Hollein e Walter Pichler, Raimund Abraham, Coop Himmelb(l)au, Haus-Rucker Co., Missing Link, Frantisek Lesak, Max Peintner, Friedrich St. Florian, Mario Terzic, Zund up; in Italia, oltre a Ettore Sottsass, Archizoom Associati, Superstudio, Ufo e Pettena, Remo Buti, ZZIGGURAT, Cavart, Riccardo Dalisi, Ugo La Pietra, Alessandro Mendini, Gaetano Pesce, Franco Raggi, Strum, Studiodada Associati, Zziggurat, Gruppo 9999; negli USA Emilio Ambasz, Ant Farm, Peter Eisenman, John Hejduk, Onyx, Site.
ARCHIGRAM è stato un gruppo di avanguardia architettonica formatosi negli anni sessanta del Novecento, con sede presso l’ Architectural Association di Londra. Si possono definire futuristi, anti-eroi e pro-consumismo, traendo ispirazione dalla tecnologia al fine di creare una nuova realtà che è stata espressa unicamente attraverso progetti. I principali membri del gruppo sono stati Peter Cook, Warren Chalk, Ron Herron, Mike Webb e David Greene. Il manifesto Archigram è stato stilato nel 1961 a proclamare le proprie idee. Impegnata a favore di un’alta tecnologia, peso leggero, approccio infra-strutturale che è stato focalizzato verso la tecnologia di sopravvivenza, il gruppo ha sperimentato tutto questo adoperando una tecnologia modulare, la mobilità attraverso l’ambiente, lo spazio e capsule di massa dei consumatori di immagini. Le loro opere offrono una seducente visione di un futuro glamour dell’età delle macchinee, tuttavia le questioni sociali e ambientali sono rimaste immutate. Archigram agitò il modernismo per evitare di diventare una sterile e sicura ortodossia dai suoi aderenti. A differenza di Ephemeralisation di Buckminster Fuller, che vuole fare di più con meno materiale possibile (perché il materiale è finito), Archigram si basa su un futuro di interminabili risorse. Anticipatori di quelle tematiche che verranno poi sistematizzate dagli Archigram sono soprattutto Yona Friedman e Buckminster Fuller, senza dimenticare la macchina dinamica di Sant’Elia , i loro studi sono serviti come fonte di ispirazione per architetti come Norman Foster, Steven Holl, Future Systems, Renzo Piano e Richard Rogers, come nell’high-tech Centre Pompidou del 1971
INSTANT CITY ( 1968-1970 ), progetto di città nomade, è il culmine di un approccio architettonico avviato da Archigram con Plug-in-City (1964). L’architettura scompare, lasciando il posto all’immagine, all’evento, all’audiovisivo, ai gadget e ad altri simulatori ambientali. Instant City sviluppa l’idea di una metropoli itinerante, un pacchetto che si infiltra temporaneamente in una comunità. Questa città sovrappone, per un momento, nuovi spazi di comunicazione a una città esistente: un ambiente audiovisivo (parole e immagini proiettate su schermi sospesi) è associato a oggetti in movimento (dirigibili con tende sospese, capsule e case mobili) e oggetti tecnologici (gru a cavalletto, raffinerie, robot) per creare una città di consumo di informazioni, destinata a una popolazione in movimento. Come la prima fase di una rete di informazione, formazione, ricreazione e attrezzature, Instant City viene consegnata alle aree periferiche che circondano una metropoli da un team di veicoli fuoristrada ed elicotteri.Pertanto, la comunità locale è integrata nella comunità metropolitana. Questa idea di infiltrazione mira ad essere complementare, piuttosto che estraneo, alle comunità che vengono visitate. Successivamente, i veicoli saranno trasformati in dirigibili. Instant City è una città istantanea che arriva in un sito, crea un evento e poi scompare, il che significa che l’architettura potrebbe non essere la costruzione e solo l’evento, l’azione nel tempo presente , non ha una forma fissa, nessuna condizione preliminare.Essa testimonia una rappresentazione impossibile, quella di una città che non ha esistenza in sé, che è solo un incidente nel tempo e nello spazio.Dialettica tra permanente e transitoria, mobile ed effimera, Instant City incarna l’utopia di un’architettura liberata da ogni ancoraggio, una città volante e aerea e trasforma l’architettura in una situazione, in un ambiente reattivo.L’architettura è sia un oggetto di consumo sia un ambiente artificiale.
Brossura originale figurata a colori ( di Ron Herron) , formato in 4° cm. 22 x 30 , pagine totali 56 ( 538 - 594) , numerose illustrazioni in b/n e 8 pagine a colori ( sfumature blu - azzurre- rosa dell’articolo Instant city ) , condizioni usato, normali segni del tempo, nessuna mancanza, nessun evidente difetto, nel complesso eccellente esemplare.
Altri articoli all’interno della rivista : Cosmorama - Polytechnic of Central London - Pimlico Secondary School , London - Caroline , go to Canvas city - Housing, Masbro Road London Middx, Housing, Hillingdon Road London Middx - Buildings and projects - Sector : The ideal communist city , Irvine new-town centre , The future city , LUCIO COSTA plan for Rio de Janiero - Designs.
Assoluta rarità per collezionisti esigenti .
Naturalmente sono a completa disposizione per inviare foto relative agli splendidi disegni a tutta pagina Pop-Futuristi dell’articolo - Instant city work in progress - .
Il presente volume fa parte della mia collezione personale.



 

Condizioni di vendita per il libro "Instant City work in progress - A.D. ( Architectural Digest)":
Pagamenti accettati : Pagamento anticipato tramite Bonifico bancario o ricarica Postepay.

Invio tramite spedizioni raccomandate tracciabili ( pieghi di libri), il costo da quantificare al momento dell’ordine da aggiungere al prezzo del libro.


Per una maggiore sicurezza
richiedi una spedizione tracciabile
(come il Piego di Libri  Raccomandato)
e un recapito telefonico
 

Invia la tua richiesta per "Instant City work in progress - A.D. ( Architectural Digest)"

il tuo nome e cognome


 

il tuo indirizzo email
verifica attentamente che l'indirizzo sia corretto, altrimenti il venditore non potrà ricontattarti.


 

Chiedo INFORMAZIONI su questo libro
Desidero iniziare una TRATTATIVA
Desidero ACQUISTARE questo libro

Scrivi qui la tua richiesta:

se vuoi acquistare il libro, scrivi il tuo indirizzo per la spedizione

Non inserire link a siti esterni

IMPORTANTE:  LEGGERE MOLTO ATTENTAMENTE  

LIBRI DI SCUOLA, ma non solo

Per l'acquisto dei libri è VIVAMENTE CONSIGLIATO, onde evitare truffe, attenersi a questa semplice procedura:

  • richiedere una spedizione tracciabile (piego di libri raccomandato) ed esigere il codice per la tracciabilità
  • richiedere esclusivamente un sistema di pagamento sicuro (Paypal), non una ricarica Postepay
  • non utilizzare mai la formula "invia denaro a Familiari/Amici"
    il venditore non pagherà le commissioni ma tu non potrai avere la protezione acquirenti e quindi non potrai eventualmente aprire una contestazione e chiedere il rimborso
  • se non viene fornito il codice di tracciabilità E IL LIBRO NON ARRIVA, entro 45 giorni aprire una contestazione su Paypal per avere il rimborso

  • VERIFICARE IL CODICE ISBN DEL LIBRO

 
1) Una copia del messaggio verrà inoltrata anche a te per confermarti l'invio.
Poichè l'email potrebbe essere contrassegnata come spam, ti preghiamo di aggiungere *@comprovendolibri.it alla tua "lista bianca"
Se non la ricevi, verifica di aver inserito correttamente il tuo indirizzo email.

2) Controlla sempre le segnalazioni prima di effettuare il pagamento

3) Ricordiamo che la spedizione con "PIEGO DI LIBRI ORDINARIO" risulta essere NON TRACCIABILE e  quindi non da diritto ad alcun codice per monitorare lo stato di giacenza del pacco durante il suo spostamento. I tempi di consegna variano da 2 a 45 giorni.
Se chiedi la spedizione con "Piego di Libri ordinario", dichiari di accettare tutti i rischi e i pericoli, quali possono essere smarrimenti, furti, mancati recapiti da parte di portalettere appartenenti a Poste Italiane e di sollevare il venditore da ogni responsabilità inerente a queste problematiche in quanto non dipendenti dal suo operato.
NON SONO ACCETTATI FEEDBACK O SEGNALAZIONI INERENTI A QUESTA PROBLEMATICA.


D.LGS 205/2006 - D.LGS 21/2014
Aggiornato al 13 giugno 2014

Articolo 3
Definizioni

1. Ai fini del presente codice ove non diversamente previsto, si intende per :
a) consumatore o utente: la persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta ;
...
c) professionista: la persona fisica o giuridica che agisce nell'esercizio della propria attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale, ovvero un suo intermediario;

Articolo 63
Passaggio del rischio
1. Nei contratti che pongono a carico del professionista l’obbligo di provvedere alla spedizione dei beni il rischio della perdita o del danneggiamento dei beni, per causa non imputabile al venditore, si trasferisce al consumatore soltanto nel momento in cui quest’ultimo, o un terzo da lui designato e diverso dal vettore, entra materialmente in possesso dei beni.
2. Tuttavia, il rischio si trasferisce al consumatore gia’ nel momento della consegna del bene al vettore qualora quest’ultimo sia stato scelto dal consumatore e tale scelta non sia stata proposta dal professionista, fatti salvi i diritti del consumatore nei confronti del vettore.

gazzettaufficiale.it
Codiceconsumo.pdf

Se hai letto attentamente

per "Instant City work in progress - A.D. ( Architectural Digest)"

 

 

 

 




 
   
Contatti: staff@comprovendolibri.it
Segnalazione errori: assistenza@comprovendolibri.it
Informativa sulla Privacy (GDPR) e utilizzo dei cookies
rel. 6.5 Copyright 2000-20 SARAIN MARCO - Padova (IT) - p.IVA 05180180282